Conigli contro uova

La Pasqua in Austria vale 60 milioni di euro, tra conigli di cioccolato, dolciumi e uova, di cioccolato e non.

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Hanno fatto affari d’oro soprattutto gli allevatori avicoli: oltre 50 milioni di uova di gallina sono stati venduti per essere dipinti, o usati colorati per decorazioni, o consumati, sodi come prevede la tradizione pasquale. In Austria, infatti, a Pasqua non ci sono solo uova di cioccolata da mangiare, ma anche uova vere, colorate, utilizzate a fini decorativi. Un consumo che tradotto in numeri equivale a livello nazionale a 6 uova pro capite.

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Nella sola Vienna, sono stati venduti 10 milioni di uova dipinte nella settimana di Pasqua. Un’impennata hanno registrato anche il prosciutto, il pane dolce, l’Osterpinze, ingredienti contemplati nella tipica colazione pasquale, e pure salmone e bollicine.

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Turisti e mercatini

Molte le prenotazioni negli hotel della capitale austriaca nelle settimane precedenti e vicine alla Pasqua. Numeri molto alti e simili a quelli dell’anno scorso, quando si sono avuti 1.2 milioni di soggiorni di almeno una notte nel mese di Pasqua. Come sempre, elemento di grande attrazione per i turisti, le centinaia di mercatini presenti in tutta l’Austria.

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Secondo i dati della Camera di Commercio, a Salisburgo le persone hanno speso 16 milioni di euro nel periodo pasquale, con un incremento del 17% rispetto a dieci anni fa.

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Il coniglio di cioccolato batte tutti

Mentre una ricerca pubblicata recentemente avrebbe rilevato che molti dei conigli di cioccolato, che in Austria sono persino più famosi e tipici rispetto alle classiche uova, potrebbero contenere ingredienti potenzialmente poco sani, un sondaggio del quotidiano Der Standard dimostra, dati alla mano, che in Austria esiste più simpatia e più affezione per il coniglio pasquale che non per la festività religiosa.

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Infatti l’81% del campione intervistato ha risposto che prova molta simpatia per il coniglio e non per la resurrezione di Gesù. Un dato che ha dell’incredibile per un Paese fortemente cattolico. Il coniglio, simbolo della fertilità nella tradizione pagana, e solo successivamente ripreso dalla chiesa cattolica per rappresentare Cristo, ha più appeal sugli austriaci delle motivazioni religiose legate alla Pasqua.

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La celebrazione della resurrezione viene sentita solo da 1 austriaco su 2 tra coloro che hanno più di 50 anni, mentre solo da 1 austriaco su 3 tra coloro che hanno meno di 29 anni.

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E se l’89% ha risposto che avrebbe trascorso la Pasqua a casa con l’immancabile presenza delle classiche uova dipinte, per il 68% la Pasqua è più una festa imposta a fini commerciali.

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