Un duello tv senza graffi

Testa a testa, too close to call, troppo vicini per poter dire chi vincerà. A una settimana dal voto il risultato delle presidenziali austriache è più che mai aperto. Neppure il penultimo duello televisivo nell’emittente privata ATV ha rimescolato le carte. Norbert Hofer e Alexander Van der Bellen hanno dato vita a uno scontro non particolarmente duro, senza graffi. Stavolta il faccia a faccia non si è svolto senza conduttore, come lo scorso maggio. Un dibattito che a suo tempo aveva suscitato non poche polemiche e nel corso del quale non erano mancati colpi bassi. Un match che forse si era rivelato decisivo per l’attribuzione della Presidenza federale. A moderare il duello tv stavolta c’è il giornalista Martin Thür, anche se nel frattempo, però, sono trascorsi 7 mesi e tutto il contesto internazionale e nazionale appare completamente differente.

c_2_articolo_3017748_upiimagepp

Tanti gli eventi che hanno cambiato profondamente l’assetto mondiale: la Brexit, la vittoria di Donald Trump, il colpo di stato turco e la votazione del Parlamento Europeo sul congelamento dei negoziati per l’accesso della Turchia nell’Ue. Non ultima la dichiarazione di voto del capogruppo dell’ÖVP in Parlamento, Reinhold Lopatka, che ha dichiarato di preferire Hofer. Prima di lui già altri notabili del Partito Popolare avevano reso pubblico il proprio voto, schierandosi a favore di Van der Bellen: il Segretario dell’ÖVP e Vice-cancelliere Reinhold Mitterlehner e il Ministro della Famiglia Sophie Karmasin

Le fasi salienti del faccia a faccia

Il moderatore Thür inizia sottolineando come il Paese si sentisse fortemente diviso dopo la contestazione dell’esito del ballottaggio e la presentazione del ricorso da parte del candidato del Partito della Libertà. Hofer assicura che non ha intenzione di impugnare il risultato e che essendo gli occhi del mondo intero puntati sull’Austria, è sicuro che tutto si svolgerà con la massima correttezza consentendo agli austriaci di trascorrere un Natale tranquillo. Eppure anche subito dopo il 22 maggio il candidato dell’FPÖ aveva dichiarato di concedere la vittoria al suo avversario, salvo poi ripensarci e decidere di ricorrere di lì a qualche giorno.

c_2_articolo_3041616_upiimagepp

Appare sicuro di sé Van der Bellen, non ha alcuna paura dell’effetto Clinton, tra lui e il suo avversario si è già consumato uno scontro elettorale e lui lo ha vinto, sottintendendo che chi si trova all’inseguimento e in una posizione d’incertezza non è certo lui. Come programma dei suoi primi 100 giorni Hofer dichiara di voler incontrare Trump e Putin, quasi a voler sottolineare vicinanza con entrambi.

c_2_box_17649_upifoto1f

Hofer lamenta inoltre la vandalizzazione dei suoi manifesti elettorali nel Burgenland ad opera di gruppi comunisti, sostenitori di Van der Bellen, dicendo che così si offende non solo lui ma anche l’Austria.

Merkel, rifugiati, Ue, Turchia

C’è poi un rimpallo di accuse: Van der Bellen dice a Hofer che il suo Segretario di partito Strache ha definito la Cancelliera tedesca Merkel come il male dell’Europa. Il candidato dell’FPÖ ribatte che la politica sui rifugiati di Angela Merkel si è rivelata dannosissima.

C_2_articolo_3019469_upiImagepp

E sull’Öxit (il possibile referendum sull’uscita dell’Austria dall’Ue), Hofer dice che non è in programma. Smentendo le sue stesse dichiarazioni diffuse pochi giorni fa dalla BBC. Van der Bellen, però, lo incalza dicendo che il Partito della Libertà è sempre stato contro l’Unione europea, fortemente euroscettico e a favore dell’uscita dell’Austria.

c_2_articolo_3043254_upiimagepp

Sulla Turchia Van der Bellen sostiene che debba rimanere aperto il dialogo, anche se la reintroduzione della pena di morte sarebbe un ostacolo insormontabile all’accesso nell’Ue. Totalmente contro l’ingresso della Turchia nell’Ue Hofer che sostiene non sia un Paese e un partner affidabile. Mentre entrambi i candidati si ripropongono di adoperarsi per prendere contromisure adeguate per combattere la disoccupazione.

c_2_articolo_3033439_upifoto1f

Uno sguardo ai social media

Nel match tv non è mancata una riflessione sui toni accesi che la lunghissima campagna elettorale, durata 11 mesi, ha assunto sui social media e soprattutto su Facebook. Entrambi i candidati hanno chiesto pacatezza e tolleranza. Hofer, però, ha lanciato un attacco all’imprenditore Hans Peter Haselsteiner, considerato dalla destra radicale una sorta di George Soros austriaco, artefice di un’agguerrita campagna contro l’Öxit, e colpevole di aver ridicolizzato il candidato dell’FPÖ per la sua disabilità, che lo costringe a camminare con l’ausilio di un bastone.

img_3712

Chi è in vantaggio?

Secondo tutti gli ultimi sondaggi appare favorito, sia pur di 1 o 2 punti percentuali, il candidato dell’FPÖ Norbert Hofer. Mentre Alexander Van der Bellen, l’economista prestato alla politica, segue a distanza molto ravvicinata. Il margine di fluttuazione tra i due è del 3,1%, ecco perché con una simile minima differenza è impossibile poter fare previsioni. Un sondaggio pubblicato dal quotidiano Heute il 18 novembre scorso, vedeva il 51% delle preferenze per Van der Bellen e il 49% per Hofer, su un campione di 1.500 austriaci intervistati. Il Gallup Institute, però, vede da mesi la posizione del candidato del Partito della Libertà in vantaggio, con proporzioni che variano tra il 50 e il 52%.

img_3711

Sondaggi e media mainstream attendibili?

Oltre alla differenza così esigua tra i due sfidanti alla Presidenza federale, come le recenti elezioni americane hanno dimostrato, i sondaggi hanno dato prova di essere tutt’altro che affidabili. Se non si considera la stampa mainstream, che in ogni caso non è mai stata particolarmente favorevole al candidato della destra radicale, e se invece ci si sofferma sui trend di Facebook, o se si indaga sugli umori della gente, l’aria che si respira fa supporre che sia fortissima la voglia di rottura, la necessità di cambiamento. In poche parole il favorito sembra essere proprio Norbert Hofer, colui che meglio sa interpretare e dare voce al malcontento, alle paure, alle incertezze, alle difficoltà che attanagliano gli austriaci.

c_4_articolo_2156935_upiimagepp

L’appello della sopravvissuta ad Auschwitz virale in rete

Gertrude ha 89 anni e ha lanciato un appello su internet perché gli austriaci scelgano con cautela il nuovo Presidente federale. Un appello contro l’ondata di populismo dilagante. Aveva 16 anni, Gertrude, quando fu deportata ad Auschwitz con i suoi genitori e i suoi due fratellini più piccoli. Tutta la sua famiglia è stata sterminata. Lei è l’unica superstite e guarda con orrore ai movimenti di destra radicale di oggi che le ricordano quelli di ieri. Gertrude ha conosciuto la guerra civile, vivendola sulla sua pelle, ed è spaventata da chi come il Segretario dell’FPÖ Heinz-Christian Strache ha evocato lo spettro della guerra civile in Austria per colpa dei rifugiati. Il video della sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz è diventato virale: più di 2,9 milioni di visualizzazioni, 43.300 like, oltre 1.700 commenti, 63.400 condivisioni su Facebook.

c_2_articolo_3030699_upiimagepp

Risultati ballottaggio forse non prima di martedì 

Qualità a scapito della velocità, così ha detto il Ministero dell’Interno. I risultati del ballottaggio del 4 dicembre probabilmente non arriveranno prima di martedì 6 dicembre. Di certo gli scrutatori non riusciranno ad espletare tutte le procedure di conteggio nella giornata di lunedì. Brucia ancora lo scandalo delle molteplici irregolarità e sciatteria emerse nello spoglio dei voti il 22 maggio scorso, dopo il ricorso presentato dall’FPÖ. Ecco perché l’assoluto rispetto delle procedure sarà prioritario sulla rapidità nello scrutinio dei voti. Di certo l’Austria non può permettersi di vedere invalidato l’esito delle urne una seconda volta, con un’eventuale ulteriore ripetizione delle elezioni. L’attesa quindi per gli austriaci potrebbe essere la più lunga di sempre.

Eventi di chiusura e ultimo match in tv

I rigori invernali impediranno ai candidati di chiudere le rispettive campagne elettorali all’aperto, come invece era accaduto a maggio. Certamente il numero dei partecipanti, rispetto alla scorsa primavera sarà sensibilmente ridotto. Hofer per la festa finale ha scelto la sede della Borsa, in pieno centro storico, nel primo distretto. Van der Bellen nel “Lloonbase 36”, un bellissimo edificio di architettura post-industriale, usato per eventi artistici e culturali che si trova a Favoriten, nel decimo distretto. L’ultimo faccia a faccia in tv è previsto per giovedì, sull’emittente pubblica ORF.

Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *