Romania: rifiuto senza precedenti

In Romania il Presidente della Repubblica Klaus Iohannis ha respinto la nomina a Primo Ministro di Sevil Shhaideh, proposta dal Partito Socialdemocratico (PSD), vincitore alle elezioni l’11 dicembre scorso. Sevil Shhaideh, economista, 52 anni, di origini turche, sarebbe stata la prima donna di fede musulmana a diventare Premier in Romania. Non ha fornito spiegazioni per il suo rifiuto, Iohannis, ma ha semplicemente dichiarato di aver soppesato con attenzione pro e contro prima di decidere di porre un veto sulla candidatura della Shhaideh. Il Presidente ha invece invitato la coalizione, composta da PSD e ALDE (l’Alleanza liberal democratica), a formulare la proposta di una nuova candidatura. Una decisione, quella di Iohannis, che non ha precedenti in Romania e che potrebbe spingere i socialdemocratici a chiedere il suo impeachment, pratica non nuova nel Paese, della quale è rimasto vittima per ben due volte, nel 2007 e nel 2012, il predecessore di Iohannis, Traian Basescu, Presidente dal 2004 al 2014. I socialdemocratici e ALDE hanno la maggioranza dei seggi in Parlamento e potrebbero sospendere Iohannis dal suo incarico presidenziale e sottoporre la decisione al popolo con un referendum, un mese dopo la destituzione. Sembra, però, che per ora PSD e ALDE non vogliano entrare in aperto conflitto con il Presidente, limitandosi a paventare eventuali azioni solo se l’operato dei Iohannis fosse in contrasto con quanto previsto dalla Costituzione.

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Sevil Shhaideh è stata molto criticata perché non avrebbe alcuna esperienza politica. Infatti annovera al suo attivo solo un mandato di sei mesi in ambito governativo, come Ministro per lo Sviluppo regionale. Shhaideh è la protégé del segretario dei socialdemocratici Liviu Dragnea, che è stato anche suo testimone di nozze. Tanto che, secondo esperti di politica romeni, esisteva il rischio concreto che, essendo persona a lui fedele, Sevil Shhaideh potesse trasformarsi in un pupazzo manovrato dal leader del PSD, impossibilitato a ricoprire la carica di Premier per una condanna sospesa a due anni di carcere per frode elettorale. Oggi alle 12:00, presso la sua residenza, Palatul Cotroceni, il Presidente Iohannis incontrerà Sorin Grindeanu, proposto da PSD e ALDE alla carica di Primo Ministro.

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Il marito siriano e i legami con Assad

Secondo alcune voci, la ragione che avrebbe spinto il Presidente della Repubblica Iohannis a bocciare la candidatura di Sevil Shhaideh a Primo Ministro, andrebbe ricercata nel marito, Akram Shhaideh, 54 anni, uomo d’affari siriano, sostenitore del regime di Bashar al-Assad. L’uomo, agronomo di professione, avrebbe lavorato per 20 anni a Damasco, presso il Ministero dell’Agricoltura e anche in Romania sarebbe stato consulente dello stesso dicastero, finché non ha ottenuto nel 2015 la cittadinanza romena. Stando al sito di giornalismo investigativo Rise Project, Akram Shhaideh sui social media si è espresso apertamente a favore di Assad e del partito politico sciita libanese Hezbollah. Simpatie, quelle del marito, che renderebbero incompatibile un ruolo istituzionale per Sevil Shhaideh, viste le implicazioni di sicurezza nazionale, anche perché la Romania fa parte dell’Ue e della Nato. Il sito Hot News corrobora l’ipotesi sostenendo che sarebbero stati proprio i servizi segreti romeni a informare il Presidente Iohannis di queste connessioni tra Akram Shhaideh e Bashar al-Assad.

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Malcontento nell’elettorato

Ufficialmente, non avendo reso note le ragioni che lo hanno spinto a bocciarla, il Presidente Iohannis avrebbe considerato il fatto che essendo Sevil Shhaideh musulmana e quindi espressione di una minoranza religiosa, ricoprire la carica di Premier avrebbe potuto generare forte malcontento nell’elettorato. La Romania, infatti, è un Paese prevalentemente cristiano, con l’80% della popolazione di fede ortodossa. Solo lo 0,3% dei romeni sono di fede musulmana. Lo stesso Klaus Iohannis, di origini tedesche, appartiene alla minoranza religiosa protestante. Forse il Presidente della Repubblica con questo rifiuto ha voluto evitare possibili agitazioni e proteste di piazza.

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Per ora è armistizio

Il leader del PSD ha ottenuto il 45% dei consensi, aggiudicandosi una vittoria netta alle ultime elezioni politiche. Forte di questo risultato potrebbe essere tentato di fare la voce grossa, esasperando così la deriva populista intrapresa dal suo partito.

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Se da un lato sembra che Liviu Dragnea non abbia affatto preso bene la bocciatura di Iohannis, al momento, però, avrebbe deciso di sotterrare l’ascia di guerra ed evitare di ingaggiare uno scontro con il Presidente. D’altro canto Klaus Iohannis ha dalla sua la Costituzione, che gli consente di rifiutare il primo candidato e richiedere alla coalizione di proporre un nuovo nome per l’incarico di Primo Ministro. La proposta del 44enne Sorin Grindeanu sembra far procedere le relazioni tra i due entro i binari di una civile convivenza. Attesa nelle prossime ore la decisione del Presidente della Repubblica.

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