Terminator contro Trump

Il più acerrimo rivale politico di Donald Trump? Senza dubbio è l’attore austriaco e due volte governatore repubblicano della California Arnold Schwarzenegger. Stesso partito, i Repubblicani, ma visioni politiche diametralmente opposte. Schwarzy, infatti, si è fatto promotore di iniziative e progetti ambientali, puntando sulle energie alternative. Trump, invece, non ha solo intenzione di annullare i trattati ambientali per combattere i cambiamenti climatici, ma guarda ai movimenti verdi ed ecologisti come a una minaccia alla libertà e vuole smantellare l’EPA, l’Agenzia per la Protezione Ambientale americana. Tra i due è un continuo botta e risposta sui social media. Ora che Terminator lascia la conduzione del reality show della NBC, The Celebrity Apprentice, il duello tra i due, a suon di video e scambi di parole al vetriolo su Twitter, ha registrato una nuova impennata. “Ho imparato molto, mi sono divertito ed è stata un’opportunità straordinaria” lavorare a The Apprentice, “però viste le circostanze non voglio rifarlo un’altra volta”. Anche se dovessero chiedergli di tornare a condurre il programma l’attore rifiuterebbe. Schwarzenegger non ha mai perso un’occasione per andare contro il 45esimo Presidente degli Stati Uniti, che dal canto suo non fa altro che provocarlo con tweet feroci. Le schermaglie tra i due, almeno per ora, non sembrano accennare a placarsi. Argomento del contendere, come sempre, gli ascolti della trasmissione The Celebrity Apprentice. L’attore ed ex governatore repubblicano ha sempre manifestato il proprio dissenso dalle posizioni di Trump, culminando in una dichiarazione pubblica nella quale annunciava che non avrebbe votato per Trump nella corsa alla Casa Bianca. Schwarzenegger aveva sostituito Trump nel ruolo di conduttore, ma il Presidente americano ha ripetutamente sottolineato quanto bassi fossero gli indici d’ascolto senza di lui in conduzione. Nell’abbandonare il reality show Terminator ha parlato di un fardello troppo pesante, sottintendendo la presenza ingombrante, sia pure solo in veste di produttore esecutivo di The Donald.

“Ho amato ogni secondo trascorso a lavorare alla Nbc e con Mark Burnett. Tutti, dalle celebrità allo staff, al settore marketing meritano un bel 10, e mi piacerebbe moltissimo lavorare ancora con tutti loro per uno show sul quale non gravi un simile fardello” ha dichiarato Schwarzenegger. Naturalmente non si è fatta attendere la replica di Trump, che con un tweet caustico ha gettato benzina sul fuoco delle polemiche: “Arnold Schwarzenegger non lascia volontariamente The Apprentice, è stato licenziato per i suoi cattivi (patetici) indici d’ascolto, non per me. Triste fine per un grande show”. Durissima la replica su Twitter dell’ex governatore della California: “Dovresti pensare a trovare un nuovo autore di barzellette e un fact checker”. 

Fake news, alternative facts, indici d’ascolto

Protagonisti indiscussi, sono stati il flusso di fake news che hanno spostato voti e i colpi bassi che hanno contraddistinto l’ultima campagna elettorale americana, con toni di una veemenza inusitata. Gli alternative facts, i fatti alternativi, sbandierati sul numero di persone convenute alla cerimonia d’insediamento di Trump, diffusi da Kellyanne Conway, consigliere del Presidente e protagonista del cosiddetto “couchgate”,  hanno scatenato un acceso dibattito nell’opinione pubblica statunitense. Però, anche gli indici d’ascolto della trasmissione The Celebrity Apprentice hanno tenuto banco e alimentato uno dei duelli più agguerriti delle ultime settimane, quello appunto tra Schwarzy e Trump.

Una questione di telespettatori

In effetti gli ascolti di The Apprentice sono stati piuttosto deludenti: 3.4 milioni di telespettatori nella finale, contro i 6.1 milioni totalizzati con la conduzione di Donald Trump nel 2015. Eppure Schwarzenegger avrebbe abbandonato il programma proprio per colpa del tycoon. Malgrado sia stato eletto Presidente degli Stati Uniti, Trump è rimasto in veste di produttore esecutivo, continuando così a percepire compensi e utili dallo show. Fatto che ha suscitato un lungo strascico di polemiche sulla stampa americana. Per questo motivo, ha dichiarato Terminator al magazine Empire, sarebbe iniziato il boicottaggio da parte di pubblico e sponsor, decretandone l’insuccesso. Sui social media la campagna #grabyourwallet avrebbe giocato un ruolo determinante.

Trump e l’invito a pregare per Schwarzy

A dire il vero Trump è andato avanti a muovere critiche nei confronti degli indici d’ascolto di Schwarzy per mesi. L’ultimo affondo al National Prayer Breakfast, quando Trump ha detto di voler pregare per gli ascolti di Arnold Schwarzenegger, lanciando ai leader religiosi l’invito alla preghiera.

Scambiamoci il lavoro!

Non si era fatta attendere la risposta di Terminator, con un pizzico di ironia: “Hey Donald, ho una grande idea, perché non ci scambiamo il lavoro. Tu torni in tv, visto che sei così esperto di indici d’ascolto, e io prendo il tuo posto, così la gente può finalmente dormire di nuovo bene”. 

Schwarzenegger, con un altro tweet, aveva anche pregato affinché Trump potesse cominciare a incrementare i suoi indici di gradimento, che sono i peggiori che un Presidente abbia mai avuto a inizio mandato, cominciando a lavorare seriamente e impegnandosi ad essere inclusivo.

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