Moda, non è Milano ma…

La Vienna Fashion Week si è appena conclusa, proprio a ridosso della settimana della moda di Milano. Parola d’ordine di questa nona edizione: largo ai giovani fashion designer. Tra gli ultimi show in programma ha lasciato il segno Artista, un brand ungherese di prêt-à-porter, che tra rigore di linee e tagli asimmetrici ha conquistato gli applausi del pubblico di fashion victim.

Interessantissimo l’uso di motivi di opere di artisti ungheresi, austriaci e russi stampati sui tessuti dei capi. In passerella anche l’estro e la femminilità sexy di Chic di Vali Cioban e la sontuosità scenografica degli abiti da sera Miau di Clara Rotescu, entrambe stiliste romene.

Ultime sfilate, incontri con i designer, acquisti dell’ultima ora nei pop-up store, poi è tempo di bilanci. Ne abbiamo parlato con Zigi Mueller-Matyas, organizzatrice della Vienna Fashion Week. “Non possiamo certo paragonare Vienna a Milano, New York, Londra e Parigi -mi spiega Zigi Mueller-Matyas- Il nostro è un concept diverso. La gente può comprare i biglietti, venire a vedere tutte le sfilate che vuole. Si possono fare acquisti, comprando le creazioni viste in passerella, incontrare gli stilisti, andare a visitare i pop-up store, entrare in contatto con scuole di moda. C’è un’ampia scelta e varietà di offerte fashion qui a Vienna”. Scopriamo quali sono le tendenze dettate da alcuni dei nuovi stilisti emergenti

Cosa fa tendenza?

A fare tendenza quest’anno c’è di sicuro la Thailandia che, con un mix di estetica giapponese e creatività tutta thailandese ha offerto lo spettacolo più variopinto e originale di tutta la Vienna Fashion Week.

Impera il kimono, in tutte le sue declinazioni.

La donna-samurai sembra depositaria di una bellezza senza tempo, che rivisita con genio e fantasia forme e linee della cultura giapponese.

Davvero potente l’effetto delle creazioni di Black Sugar, rivelazione di questo 2017.

La lolita di LaLaLove è tutta mini abiti e succinti shorts-culotte.

Indossa gonne con rouches e volant, sandali con zeppe e fiocchi, codini e chignon alti.

Talvolta vestiti così trasparenti da lasciare intravedere persino le nudità.

È ironica e gioca in modo spiritoso e spregiudicato con la propria femminilità.

Thai invasion

“Vado a Bangkok un paio di volte l’anno per scegliere i designer, fare workshop con loro, per affrontare temi quali sostenibilità, qualità dei tessuti, taglie europee e suggerimenti per aprirsi al mercato europeo” mi racconta Zigi Mueller-Matyas. “La Vienna Fashion Week non solo apre le porte agli stilisti dei Paesi di Centro ed Est Europa, ma è sempre più internazionale.

“Il nostro obiettivo è proprio quello di portare stilisti da tutto mondo qui a Vienna -dice Zigi Mueller-Matyas- Sono molto soddisfatta della collaborazione tra Austria e Thailandia, con la creazione di una collezione fatta insieme da Paul Direk e Maria Oberfrank di Pitour.

Tutto è iniziato un anno e mezzo fa a Bangkok ed è stata subito piena sintonia tra i due fashion designer”.

Jumpsuit, quando la tuta è un must

Elemento che non può certo mancare nell’armadio è la jumpsuit, in tutte le sue possibili versioni.

Un vero must nel guardaroba di ogni fashionista che si rispetti.

Un capo versatile, che con gli accessori giusti può diventare elegantissimo, oppure casual.

Tutte le collezioni hanno mostrato moltissime proposte di tute, c’era solo l’imbarazzo della scelta.

Se ne sono viste di morbide o di fascianti, di metallizzate come quelle di Smaranda Almasan o total black.

Molto strutturate, con fantasie optical, oppure a righe con rouches.

Mantello per lei e per lui

Talvolta si va oltre ed entra in scena da protagonista il mantello quale ulteriore elemento moda.

Svolazzante, ampio, giocato sui toni del bianco e nero, con effetti scenografici di trasparenze e pieghe.

Il mantello si è trasformato in un accessorio fondamentale non solo per accrescere il fascino di una femme fatale, ma anche per rendere più frizzante lo stile del principe azzurro 2.0.

Almeno questa è la visione del mantello, per lei e per lui, concepita nelle sue creazioni da Vali Cioban, con il suo marchio Chic.

Abiti per grandi occasioni

Dalla Romania arrivano due modi di immaginare la donna.

Quello della stilista Vali Cioban con Chic, ricco e sexy, caratterizzato da elementi folk mescolati con originalità.

Una rivisitazione piena di drappeggi, morbidezza e spacchi vertiginosi.

Grande opulenza e abiti da sera per Clara Rotescu, con Miau.

Sembrano dame di un’altra epoca, in linea con un’estetica che si sposa con la sensibilità dei Paesi arabi e della Russia.

Tessuti preziosi, tanto oro, broccati, seta, raso.

Già al lavoro per la decima edizione

Nutrita l’affluenza di pubblico in questa nona edizione, malgrado giornate di freddo e pioggia.

“Ormai siamo pronti a fronteggiare qualsiasi situazione meteorologica, anche la più insolita, sebbene vi sia qualcuno che neghi l’evidenza dei cambiamenti climatici -dice Zigi Mueller-Matyas sorridendo- Abbiamo avuto spalti sempre pieni per tutti gli show, sia nel weekend, sia a inizio settimana”.

Anche i pop-up store offrivano un’atmosfera rilassata dove ammirare le collezioni da vicino, sorseggiando un bicchiere di Sekt, il vino bianco frizzante austriaco.

“Stiamo già lavorando da mesi alla prossima edizione, nella quale festeggeremo i dieci anni della Vienna Fashion Week.

Un traguardo importante al quale ci stiamo preparando con molte idee e progetti innovativi -sottolinea Zigi Mueller-Matyas- Tra l’altro siamo in piena campagna di reperimento fondi, perché siamo finanziati dal governo austriaco solo per una minima somma”. La ricerca di sponsor e finanziamenti ulteriori è già iniziata.

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