La bella Italia a Vienna

Il Ballo della Wiener Rotes Kreuz (la Croce Rossa viennese) al Rathaus, apre la stagione danzante a Vienna. Stavolta il gemellaggio era con l’Italia, così amata dagli austriaci. Per tutti gli ospiti, soprattutto le donne, l’obbligo di indossare una maschera, in perfetto stile rievocativo del Carnevale di Venezia. Un appuntamento esclusivo, tutto giocato in chiave barocca, che mai come quest’anno ha attirato un pubblico così nutrito.

L’Italia e l’eleganza, la cultura, la musica, il buon cibo, tutto ha contribuito a celebrare il meglio del nostro bel Paese. Come da tradizione il protocollo prevede uno spettacolo studiato in ogni minimo dettaglio e una serie di rituali, che si ripropongono sempre uguali. Immancabile l’esibizione delle debuttanti e dei loro cavalieri, con coreografie dal grande impatto scenografico. Tra gli artisti non poteva mancare Nathan Trent, il cantante austriaco di origini italiane che ha rappresentato quest’anno l’Austria all’Eurovision Song Contest.

Storia e folclore mescolati assieme, con l’aggiunta di un pizzico di contemporaneità. Un racconto per immagini e musica, un affresco dell’Italia appassionato, pieno di colore e teatralità. Un’occasione per scoprire e promuovere il nostro Paese, che ha visto in una delle sue prime uscite ufficiali anche l’Ambasciatore Sergio Barbanti, fresco di nomina e appena insediato alla guida dell’Ambasciata d’Italia a Vienna. Scopriamo insieme l’articolato cerimoniale e ammiriamo le splendide coreografie con suggestive foto dall’alto

Debuttanti e cavalieri visti dall’alto

L’orchestra diretta dal Prof. Helmut Steubl intona le prime note. La musica è solenne nel momento in cui fanno il loro ingresso le bandiere della Croce Rossa e dell’Italia.

C’è poi la parata di tutti i rappresentanti del network umanitario più grande del mondo, soprattutto i tantissimi volontari impegnati sul campo.

Poi è la volta delle debuttanti, anch’esse con indosso mascherine bianche in pendant con il vestito e ventagli rosso fuoco in mano.

L’incedere in sala di dame vestite di bianco e cavalieri in frac segna l’avvio dello spettacolo. Si susseguono bel canto e danze. C’è spazio anche per il folclore italiano con trascinanti tarantelle e canti popolari della Piccola Orchestra Popolare C.O. Panzillo. Il baritono Thomas Weinhappel omaggia l’Italia con un coinvolgente ‘O sole mio. Canti, costumi e coreografie ispirati al baracco veneziano allietano gli occhi. È un trionfo di abiti opulenti e maschere piumate, di veli, pizzi e broccati. Una carrellata di balli e canzoni per rendere omaggio alle più caratteristiche e conosciute regioni e città italiane.

Seguono i valzer, che rappresentano il momento più importante dell’intera serata.

È il ballo delle debuttanti della Tanzschule Elmayer, una delle scuole più famose della capitale austriaca.

Dall’alto, da una postazione esclusiva in galleria, si possono ammirare, in tutta la loro bellezza, le magnifiche coreografie. Dame e cavalieri disegnano cerchi, semicerchi, intrecci e onde. Ad ogni piroetta svolazzano le ampie gonne lunghe. Si tratta di una delle fasi più emozionanti della serata.

Italia e Austria due Paesi amici

Il ballo della Croce Rossa è stato un debutto anche per Sergio Barbanti, il nuovo Ambasciatore d’Italia a Vienna. “È un ballo sontuoso. Da un lato rispecchia molto le tradizioni austriache, dall’altro rappresenta la Croce Rossa, impegnata nella necessità quanto mai attuale di tenere in conto i bisogni degli altri” mi racconta l’Ambasciatore Barbanti.

Nel suo discorso introduttivo l’Ambasciatore ha sottolineato l’importanza del riconoscimento dato al nostro Paese con la nomina di un italiano alla presidenza della Federazione Internazionale della Croce Rossa (IFRC). “Per la prima volta da quando è stata fondata la Croce Rossa è stato eletto un italiano, Francesco Rocca, come Presidente -dice l’Ambasciatore Sergio Barbanti– Una nomina di cui tutti andiamo molto orgogliosi. Non dico che sia importante la nazionalità in situazioni nelle quali l’azione è globale, però che ci sia un italiano alla guida ci riempie di soddisfazione”.

Ma quali sono le prime impressioni per il nuovo Ambasciatore italiano? Che ne pensa di Vienna e degli austriaci? “Certamente Vienna è una città piena di entusiasmo e molto viva. L’inizio del mio mandato qui mi sembra molto promettente. Gli austriaci hanno un ottimo rapporto con noi italiani, ci vogliono bene. Fare l’Ambasciatore a Vienna è una gran bella esperienza”.

Maschere, mise originali e la Quadriglia

Tante le signore con il volto coperto da maschere, alcune delle quali molto originali.

Dopo la mezzanotte arriva il momento in cui ciascuno è stato sollecitato a scoprire il volto, sebbene non proprio tutti gli ospiti indossassero la maschera.

E a mezzanotte e mezza inizia la Quadriglia, il ballo più divertente e caratteristico della serata. Ad impartire le istruzioni un’istituzione a Vienna, il maestro delle cerimonie più esclusive e dei balli più importanti, il Prof. Thomas Schäfer-Elmayer. La Quadriglia è aperta a tutti, debuttanti comprese, giovani e anziani. È un crescendo continuo, che riporta indietro ad atmosfere d’altri tempi. La magia della Quadriglia è data sia dal ritmo incalzante delle note, sia dall’intreccio complesso di inchini e scambi di partner, di passi indietro e avanti, di saltelli e morbidi abbracci, che fanno sorridere i protagonisti del ballo e il pubblico che li guarda.

Dall’alto, poi, si vedono meglio anche i più indisciplinati. Le danze continuano anche dopo, fino all’alba. Non c’è solo il salone principale, ma anche altre due sale dove risuonano dance music e il pop nostrano, da L’italiano di Toto Cutugno a Ciao Mamma di Jovanotti.  Grandi le scorpacciate di specialità gastronomiche italiane, dal vitello tonnato alla panna cotta, dalla mozzarella di bufala e al parmigiano, al buon gelato artigianale. Il viaggio continua con i gran gala della Croce Rossa, al motto: “In 80 Bällen um die Welt”, per un ideale giro del mondo in 80 balli. L’anno prossimo, il 30 novembre 2018, Vienna incontrerà la Svezia.

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