Alto Adige, doppia cittadinanza?

Doppio passaporto, sì o no? L’Alto Adige confida in Sebastian Kurz e nell’ultradestra per ottenere la doppia cittadinanza. L’imminente formazione di un governo di coalizione tra Popolari (ÖVP) e l’FPÖ di Heinz-Christian Strache, alimenta l’ottimismo dei 19 consiglieri della provincia autonoma di Bolzano che il 21 novembre scorso hanno scritto una lettera al leader del Partito Popolare austriaco con cui lo sollecitano a deliberare in tal senso. Di sicuro i colloqui per dare vita alla coalizione tra ÖVP e FPÖ non sono ancora terminati, sebbene proseguano spediti, facendo ritenere probabile la data del 20 dicembre quale eventuale scadenza dei negoziati e presentazione del nuovo esecutivo.

Però, tra i punti delicati sui quali si cercano soluzioni di compromesso perché inizi l’avventura di governo non sembra essere in agenda la doppia cittadinanza degli altoatesini. Le negoziazioni tra le delegazioni del Partito popolare e del Partito della Libertà proseguono serrate, soprattutto perché esistono ancora nodi delicati da sciogliere: dalla questione della democrazia diretta, alle possibili riforme della previdenza sociale; dal divieto del fumo, che dovrebbe entrare in vigore a partire da maggio 2018 ma è fortemente avversato da Strache, all’ambiente; dai fondi per le assicurazioni sanitarie, alla giustizia, con un inasprimento dell’attuale pacchetto di legge contro i crimini, volto soprattutto a contrastare il terrorismo. Ancora tutto da studiare, invece, l’organigramma dei ministri. Ad oggi si sa solo che il numero due dell’FPÖ, Norbert Hofer, dovrebbe vedersi affidato il dicastero delle Infrastrutture, mentre sarebbe in uscita dalla compagine di governo l’attuale Ministro delle Finanze, Hans Jörg Schelling (ÖVP). Le richieste dell’Alto Adige possono davvero trovare spazio per essere prese in considerazione? E cosa ne pensa l’Austria? Scopriamo insieme quale sia la situazione

La Corte Suprema ha già detto no

Al di là delle aspirazioni della destra altoatesina, la Südtiroler Freiheit e i Freiheitlichen, occorre analizzare quali siano stati i pronunciamenti dell’Austria a livello giuridico. Dopo il no del Tribunale Amministrativo, il 24 marzo scorso  anche la Corte Suprema si è pronunciata, respingendo il ricorso dei consiglieri della provincia autonoma di Bolzano che avevano presentato richiesta della cittadinanza austriaca. La legge austriaca del 1925, alla quale faceva appello il ricorso, secondo la Corte Costituzionale di Vienna non è applicabile per gli altoatesini, che non hanno mai avuto diritto di cittadinanza austriaca.

Problemi legali e politici    

La questione della doppia cittadinanza agli altoatesini apre quesiti giuridici di non facile soluzione. Innanzitutto i doppi passaporti sono proibiti in Austria. Poi esistono questioni legate al diritto di voto. Inoltre, chi avrebbe titolo per ottenere il doppio passaporto? Quali sarebbero i criteri da adottare? Sebbene l’FPÖ abbia inserito tra i punti programmatici anche la questione della doppia cittadinanza per gli altoatesini e malgrado il governatore del Tirolo, Günther Platter (ÖVP), l’abbia definita un desiderio del cuore (“Herzensanliegen”), non solo essa non rappresenta un punto cardine della futura coalizione, ma rischia persino di aprire un serio incidente diplomatico con l’Italia. A mettere in guardia da possibili frizioni nei rapporti bilaterali tra Vienna e Roma è proprio una figura storica del Partito Popolare, Andreas Khol, in un’intervista rilasciata al Kurier.

“Questa doppia cittadinanza troverebbe applicazione anche per i Gottschee (un’area germanofona, la Carniola, che oggi fa parte della Slovenia), e per i 90.000 Burgenländer di Chicago -fa notare Khol- O potrebbe coinvolgere anche quegli austriaci del Regno Unito che subiranno le conseguenze della Brexit”. Ma ciò che rende scettico Andreas Khol è soprattutto il rischio concreto di minare le relazioni con l’Italia, che guarderebbe alla decisione di concedere la cittadinanza austriaca agli altoatesini come ad un atto ostile. “Un grave e imperdonabile errore diplomatico e politico” per Khol.

Quale criterio seguire?

Interessanti le osservazioni di Günter Pallaver, politologo altoatesino. “Tanto il criterio storico quanto quello linguistico comporterebbero una serie di quesiti giuridici” ha detto Pallaver, professore di Scienze politiche all’Università di Innsbruck all’Apa. I criteri storici legati alla discendenza per Pallaver ricordano molto l’Ahnenpaß (l’albero genealogico con cui i nazisti documentavano la razza ariana). Mentre il professore di Innsbruck trova che l’appartenenza al gruppo linguistico tedesco rappresenti “una dichiarazione puramente soggettiva”. Sebbene il Parlamento possa cambiare la legge che impedisce di avere il doppio passaporto, servendosi di una maggioranza semplice, si sollevano questioni politiche di notevole rilevanza. Secondo l’avvocato costituzionalista Bernd-Christian Funk, che proprio a proposito del diritto di voto, ricorda al Kurier l’accesissimo dibattito scatenato dalla doppia cittadinanza ai turchi austriaci. Anche il Prof. Pallaver, come Andreas Khol, fa notare tutte le complessità legate al rapporto di buon vicinato con l’Italia. L’Austria è pronta a sacrificare le relazioni amichevoli che la legano all’Italia per assecondare istanze di matrice populista e promesse elettorali fatte dal’FPÖ ad una parte del proprio elettorato?

18 risposte a “Alto Adige, doppia cittadinanza?

  1. i nostri nonni sono morti per queste terre!
    alto adige e’ Italia!
    non se ne parla di altre sciocchezze
    se non gli piace passino il Brennero e vadano in Austria

    • Sono il pronipote del tenente Alberto Cadlolo, la più giovane medaglia d’oro al valor militare d’Italia, caduto sul Monte Pertica. Sono pronto ad intraprendere qualsiasi mezzo per difendere OGGI quei territori e le ragioni degli italiani di fronte alla PULIZIA ETNICO-LINGUISTICA LEGALIZZATA CONTRO GLI ITALIANI dall’autonomismo cialtrone della nostra Repubblica.

      • bravo. rispetto ed ammirazione. la Repubblica e’ una ed indivisibile. Art. 5 cost. sulle autonomie e su come attuarle, si discute e si fanno. su tentativi di scissione e sottoposizione di porzioni del territorio ad altri stati NO. MAI.

  2. Se vogliono la cittadinanza austriaca, vadano ad abitare in Austria ammesso e non concesso che li accettino e divieto assoluto di rientro in Italia.

  3. Figuriamoci è dai tempi della prima guerra mondiale che i trentini sono considerati cittadini di serie B dagli austriaci, ed ancora gli vanno dietro.

  4. Gliela daranno di sicuro, l’hanno detto oggi Kurz e Strache.
    Loro sono comunque austriaci, con o senza cittadinanza, il Süd Tirol è Tirol, ossia Austria, vi piaccia o non vi piaccia è così. L’Italia va sempre più alla deriva e non ci vuole restare più nessuno, solo chi non ha scelta ci resta.
    L’Austria non sarà chissà cosa, ma anni luce dall’Italia lo è senza dubbio.
    I fascisti hanno tentato di colonizzare il Süd Tirol, hanno tentato di riempirlo di italiani, ma non ce l’hanno fatta, sono rimasti tirolesi, di lingua tedesca e austriaci, e sempre lo saranno, checché ne pensino gli austriaci, figuriamoci se conta ciò che pensano gli italiani fascistoidi.
    L’Italia ha perso parecchie altre cose, tipo Istria etc., dove non è rimasto quasi nessun italiano. Ha guadagnato il Süd Tirol senza meritarlo, la differenza è che lì i tedeschi sono ancor oggi il 65% della popolazione. Non c’è stato fascismo che abbia potuto scacciarli, son duri da rodere, eh ; )
    Scrivo da Vienna, dove abito da circa 7 anni, e sono sardo.
    Non italiano, sardo. Il passaporto sardo non esiste, e con ciò? Io resto solo sardo.
    Sono cresciuto trilingue, italiano, spagnolo, sardo. Ho studiato tra Spagna e Sardegna, ho vissuto in 5 paesi, anche fuori Europa, parlo una decina di lingue, e dopo l’università ho scelto prima la Germania e poi l’Austria.
    Chi non vuole stare in un paese come l’Italia, se ne va di sicuro. Ma loro sono a casa loro. E casa loro è Italia solo politicamente. Loro però sono austriaci. E hanno diritto alla doppia cittadinanza, ci mancherebbe.
    Io non ho fatto niente di che, ma sono ben felice di essere in un paese che mi ha dato l’opportunità di realizzare tutto ciò che volevo. Un paese con tanti difetti come tutti i paesi, ma manco lontanamente paragonabile a un non-stato come l’Italia. Visto che il mio ambito di interesse sono le lingue, mi pare ovvio…, qui hi avuto la possibilità di insegnare quelle che posso insegnare e di tradurre quelle che so tradurre.
    Sono arrivato a insegnare 6 lingue, qui a Vienna…sardo incluso.
    Questo Stato offre e fa qualcosa, sono contento che i miei bambini siano nati e crescano qui.
    Ovviamente non ho nessuna retorica pro-austriaca, ci mancherebbe, odio tutti i nazionalismi.
    Mi piace tutto il mondo, se devo scegliere una patria è quella dei miei antenati, quindi la Sardegna, ma non ci vivrei comunque, manco appena, non mi sfiora neppure l’idea.
    Però la non conoscenza di certe persone in Italia è spaventosa.
    Le terre sud-tirolesi sono sempre state e sempre saranno tirolesi, quindi austriache. Anche se ora appartengono all’Italia da circa 100 anni, sono comunque sud-tirolesi…quindi tirolesi del sud, mica trentine del nord.
    La cittadinanza per loro è un atto dovuto che sarà fatto sicuramente a breve. Poi, il governo di questi due non funzionerà per altre cose, quello è chiaro.
    Strache è un impresentabile, basti vedere che vorrebbe far continuare a fumare nei bar, siamo rimasti solo qui, in Slovacchia, in Romania…pochi altri. Ma non ci riuscirà, la legge sarà fatta anche qui.
    Comunque, se vorremo tirarci su pensando a chi sta peggio, ci basterà guardare più a sud.
    Adiosu e a bonu proe, griaß euch und aufnimmerschaun, adiós y hasta nunca más, adeus até nunca mais, farewell, adieu, do viđenja. viszlát, a no mos veure més!!!!

    • grazie per la tua lettera sono d accordo con te su tutto. leggo e seguo da anni la storia dei sud tirolesi. mi documento con loro letteratura in tedesco. quello che pero’ non perdono ai sud tiroler è di aver optato e combattuto per Hitler nella speranza di ritornare nel ventre tedesco…….. sono dei grandi opportunisti walter dalla valtellina

      • Ciao, non sono opportunisti. Documentati sull storia da storici austriaci cosa sono state e hanno comportato le cosiddette “opzioni” e le Katakombenschulen. Mettiti nei loro panni e prova a immaginare se fosse capitato a te come avresti agisto. Loro sono “italiani” obbligati ad esserlo, pertanto ogni strada è buona per ristabilire quant voluto dal popolo

    • Concordo su tutto ma da trentino ti ricordo che qui a suo tempo nessuno voleva diventare italiano a parte pochi esaltati come Battisti, traditore del suo popolo. Da queste terre sono partiti in 60.000 per la Galizia in divisa austroungarica, mentre solo circa 800 hanno disertato per passare nell’esercito italiano, evidente dimostrazione di quanto non amassero l’Italia. Tantissime sono le dichiarzione di fedeltà all’imperatore custodite negli archivi e proveniente dalla gente trentina, o meglio per usare un termine attuale, dai Welschtiroler. Io stesso mi sento tirolese pur parlando italiano. A mio parere la lingua è solo un mezzo di comunicazione ma non è indice di appartenza ad una cultura specifica. Quella la senti nel cuore. I sudtirolesi sono dovuti ricorrere alla dichiarazione di appartenenza ad uno specifico gruppo linguistico per poter difendere dei valori in tempi in cui l’Italia stava cercando in tutti i modi di negarli. Quindi in definitiva anche il Trentino è Tirolo esattamente come lo era nel 1918. I commenti letti più sopra dimostrano chiaramente l’assoluta ignoranza su cosa effettivamente è accaduto in queste terre. Quanti sanno che ai “vincitori” della guerra sono state portate le firme raccolte in Trentino e in Sudtirolo per chiedere un referendum nel quale il popolo locale potesse esprimere il proprio parere sulla linea delle dichiarazioni del presidente USA sull’autodeterminazione dei popoli, oggidirettiva ONU? Lo stesso Battisti, ma anche Mussolini e Degasperi ammettevano apertamente che qui non c’era affatto il desiderio di diventare italiani.
      Per quanto riguarda l’articolo, la questione è un tantino diversa. Storicamente parlando basterebbe concedere la doppia cittadinanza ai discendenti dei cittadini austroungarici di allora (gli archivi austriaci conservano tuttora la documentazione). Andrebbe poi normato ad hoc, come altri stati hanno fatto, il divieto di avere due passaporti (peraltro in Austria ci sono già delle deroghe del genere), sul diritto di voto ecc. Questi non sono veri ostacoli. Ricordo che Roma, pur osteggiando apertamente questa proposta, ha fatto la stessa cosa con gli italiani di slovenia e croazia. Come affermava qualche anno fa il presidente della commissione austriaca che seguiva la quetione, Werner Neubauer, in un incontro avvenuto a Trento e con il quale ho avuto modo di parlare personalmente, l’Austria ha letteralmente “copiato” ciò che l’Italia aveva fatto pochi mesi prima (vedi sopra). Pertanto l’Italia nonpuò pretendere di avere l’esclusiva di certe iniziative. Poi quali sarebbero i problemi di rapporti con l’Italia, un non stato, o meglio fatiscente, vigliacco, bugiardo ecc?

    • L austria la cui anima oscura e’ tristemente nota ha due volte scatenato una guerra. e due volte ha perso.nei periodi di crisi e’ sempre venuta fuori l anima bigotta conservatrice ….se la volonta di odio distruttivo per due tragiche volte e’ stata annientata.(nn considerando le guerre risorgimentali)…nn vedo che cavolo di diritti reclamo i sud tirolesi ke dallitalia hanno avuto piu di quanto sia ragionevole.quindi.la popolazioni del sud tirolo dovrebbe avere la sola alternativa di restare comodamente in Italia o emigrare in massa nel seno accogliente della loro gloriosa Austria.

    • ci hai raccontato la tua vita, vantandoti, in un intervento prolisso e fuori tema che di storico e di giuridico ha ben poco. dopo la vittoria italiana, giudata dal Generale Armando Diaz, Duca della Vittoria, il Trattato di Saint-Germain sanci’ il passaggio dell’Alto Adige al Regno d’Italia. quello e’ e rimane territorio italiano, qualsiasi tentativo di annessione da parte di uno stato straniero, ancorche’ facente leva su criteri “etnici” o “linguistici” rappresenta una minaccia per la sicurezza e la sovranita’ e quindi giustificherebbe l’invio di due brigate a difesa..ovviamente fantapolitica visto che si tratta solo di una sceneggiata fatta da qualcuno che vuole consenso popolare a basso costo. Ragionando cosi’ allora si potrebbe dire che siccome in Germania vivono 13 milioni di turchi, una porzione di territorio tedesco spetta alla turchia, e via dicendo. I confini tra stati sono definiti da guerre e trattati. se l’Austria vuole il sud tirol, dichiari guerra e lo prenda con le armi, altrimenti ponga fine a questa stupidaggine.

      • Sei tu ad essere fuori tema, non mi addentro manco a leggere l’intervento perché vedo che parli di guerre, di annessioni, di recuperi, cose totalmente fuori tema e che esulano dalla realtà, altro che “giuridico”…Se il tuo intervento è “giuridico”…
        Piuttosto, mi collego a quanto scritto dall’utente dal Trentino sopra e sottoscrivo tutto.
        Aggiungo che l’Austria darà la doppia cittadinanza ai sud tirolesi e ha tutto il diritto di farlo, così come ha il diritto di darla solo a quelli di lingua tedesca e di origine austriaca. Tutto il resto è fuffa, il Sud Tirolo interessa agli austriaci meno di zero in termini di recupero di quella terra, qui la gente sta bene così e non c’è nessuno che vorrebbe il Sud Tirolo indietro. Ho parlato di questo tema varie volte, con austriaci di varie regioni, posso giurare che non ho mai incontrato nessuno che mi dicesse neppure per scherzo che gli piacerebbe avere di nuovo i sud tirolesi come connazionali. Al contrario, tutti sanno che i sud tirolesi stanno in Italia non certo per amore ma per interesse, tutti sanno cosa pensano i sud tirolesi e quanto “italiani” siano. Sono “italiani” a Vienna e “tedeschi” a Bolzano, per favore, questo dovrebbe essere palese a tutti. Nessun austriaco è così fesso da non saperlo, così come nessuno gli garantirebbe in questo Paese nessun trattamento speciale come quello di cui godono in Italia, e anche qui nessun altoatesino è così sciocco da non saperlo.
        È un gioco delle parti e questo status fa comodo in primis a loro, ai sud tirolesi, che sono tutto fuorché scemi.
        La doppia cittadinanza non ha nulla a che fare con nessun tipo di “annessione”, l’Austria è già di per sé “protettrice” del Sud Tirolo e le basta e avanza così.
        La doppia cittadinanza è un atto puramente simbolico, Kurz o Strache dicono un “Herzensangelegenheit”, quindi una “questione di cuore”, e l’Austria non farebbe nient’altro che non abbiano già fatto tanti altri Stati, in primis proprio l’Italia, e questo Kurz e Strache lo sanno bene ed è stato citato varie volte.
        L’Italia ha infatti fatto così con tanti italiani e discendenti di italiani residenti all’estero.
        Non l’ha fatto certo solo con quelli della Slovenia e Croazia, che magari non saranno tanti e sono passati un po’ inosservati, ma l’ha fatto con migliaia, decine di migliaia, di argentini per dire, che di italiano avevano magari appena un nonno o un bisnonno. E l’ha fatto anche in casi in cui non sono andati subito a vivere in Italia, bensì hanno continuato a vivere in Argentina. Qualcuno ricorderà le file davanti al consolato italiano di Buenos Aires.
        Anche lì, l’Italia non ha concesso questo agli argentini di origine spagnola o a tutti gli argentini, bensì solo a quelli di origine italiana, seppur minima o lontanissima nel tempo.
        L’Italia, d’altra parte, è uno stato che fa fatica a riconoscere come italiane persone nate lì da genitori non italiani (certo, non è l’unica ad avere problemi con questo, bisogna pure ammetterlo), mentre non ha problemi a riconoscere come tali persone che non sanno neppure dove sia l’Italia ma che cent’anni fa avevano un progenitore italiano.
        È palese che i primi, quelli nati lì da genitori di fuori, siano italiani al 100% mentre i secondi manco di striscio, visto che non è lo stesso essere di un paese piuttosto che essere di origine di quel paese. I secondi al massimo sono italiano solo per interesse, e il caso degli argentini ne è la prova più evidente.
        Posso provare questo anche nel mio piccolo, supponendo che i miei figli, nati in Austria, restino a vivere qui e così pure i loro figli e via dicendo, bene, anche in dieci generazioni continueranno a poter essere italiani se vorranno, in quanto per essere ciò basta essere figli di una persona con passaporto italiano. Capite? senza magari essere manco stati in Italia, senza parlare la lingua e avendo dimenticato chi fossero i loro progenitori, però lo saranno comunque automaticamente dalla nascita. Funziona così e lo so bene dall’Ambasciata di qua.
        In Austria, la cosa è un po’ diversa e ben più restrittiva che in Italia. Questo paese è uno dei pochi (almeno, io non ne conosco tanti altri…) a non ammettere la doppia cittadinanza. O sei austriaco, o sei qualcos’altro.
        Poi, certo, ci sono le eccezioni (fenomeno tipico pure qui), ossia i figli di un austriaco e per dire di una francese, o viceversa, loro possono avere la doppia cittadinanza, ok. Lo stesso dicasi per i “vip” a cui è stata concessa per “meriti personali”. Poi ci sono tantissimi turchi che fregano nel seguente modo, restituiscono la turca, si prendono quella austriaca, poi tornano nella loro ambasciata e si riprendono quella turca.
        Però salvo queste eccezioni se si ha la cittadinanza austriaca non se ne può avere nessun’altra, neppure quella tedesca.
        Ecco che quindi questo della doppia cittadinanza ai sud tirolesi sarebbe un passo storico per l’Austria, ed ecco pure perché molti austriaci non ne vogliono sapere.
        Infatti così facendo l’Austria riconoscerà per la prima volta persone di origine austriaca come cittadini propri, permettendogli di mantenere anche la loro cittadinanza attuale.
        Questo perché queste persone nate in Sud Tirolo avevano ovviamente un progenitore austriaco, e neanche così lontano nel tempo, magari un nonno o al massimo un bisnonno, ed è nel loro diritto, in base allo “ius sanguinis” tanto caro a certi italiani, recuperare la cittadinanza dei loro antenati.
        Insomma, niente che altri Stati non abbiano già fatto, nulla dell’altro mondo, sostanzialmente aria fritta direi.
        Giornalisti o così detti “esperti” che vedono questa cosa come una “minaccia” (minaccia per chi??) dimostrano di non capire niente o di essere accecati da un nazionalismo pericoloso nonché da tendenze discriminatorie. E anche di avere scheletri nell’armadio, perché se non fosse perché si tratta dei sud tirolesi questa cosa non interesserebbe a nessuno in Italia, non credo infatti che l’Italia si preoccupi se la Romania concede la cittadinanza romena ai figli del milione (o sono due milioni?) di romeni legalmente presenti in Italia.

  5. Salve, grazie per l’informazione, non sapevo questo di cui hai scritto, immagino sia stata una scelta dettata un po’ dalla disperazione e un po’ dal fatto che in guerra veramente si commettono, da tutte le parti, tante di quelle nefandezze che altrimenti magari mai sarebbero state possibili…
    Ma comunque. Volevo precisare che io non ho niente contro l’Italia personalmente, ci mancherebbe. Leggere però commenti del tenore “questo è nostro”, così come leggere delle ultime derive pseudo-fasciste laggiù, mi fa arrabbiare davvero, e allora, mosso da ciò, ho risposto di getto.
    È logico che il Sud Tirolo è Italia solo politicamente e soprattutto per interesse. Lo sanno anche i gatti, e persino gli austriaci, che i sud tirolesi vogliono restare in Italia per via del trattamento di riguardo (meritato, per carità, ci mancherebbe) che ricevono. Non sono in grado di soppesare i vari aspetti, ma è palese che un simile trattamento è una rarità assoluta in Europa. Non sono sicuro se nemmeno gli stessi catalani godano di un regime migliore…e questo considerando che la Spagna è mooolto più decentralizzata dell’Italia e che le loro comunità autonome hanno molti più poteri.
    L’austriaco medio non è né imperialista né centralista né tanto meno fascista. Certo, ci sono quelli che votano FPÖ, e sono anche parecchi, ma è più che altro per paura o per porre un freno all’immigrazione continua.
    Io vivo con la mia famiglia a Floridsdorf, Vienna (ho vissuto anche in altre parti e conosco tutta la città come le mie tasche), un distretto o quartiere tranquillissimo, senza nessun problema, come dappertutto a Vienna, con tanti immigrati ma davvero senza nessun tipo di situazioni dubbiose o rischiose, mai. A varie persone comunque gli immigrati danno comunque fastidio, seppure loro problemi non ne fanno, devo dire la verità.
    Si notano solo per il look o per la lingua, qui per strada la scelta è tra sentire viennese stretto, un po’ proletario, turco oppure “jugo” (serbocroato), non il massimo linguisticamente parlando, ma tant’è ; )
    A Vienna dappertutto è così, le persone dall’Europa dell’ovest (tedeschi esclusi) sono una minoranza assoluta, però la città fila alla grande, non ha ghetti, non ha quasi povertà, non ha problemi sociali, non ha mai avuto sommosse…più di così, impossibile.
    Però, se poi la si paragona con città vicine come Bratislava, Budapest o Praga, dove di immigrati praticamente non ce n’è nemmeno uno e dove si sente solo ed esclusivamente la lingua locale, il contrasto è ovviamente forte e per molti “scioccante”. Ovviamente c’è una grossa sproporzione e per gli slovacchi, gli ungheresi, i cechi o i polacchi, etc, sarebbe impossibile pensare di essere minoranza in qualsiasi quartiere di qualsiasi loro città.
    Questo va pure detto, però specificando che in ogni caso qui i “problemi” sono il fumo nei locali e la non apertura dei negozi la domenica, quindi…
    L’austriaco medio è anti imperialista e anti fascista al 100%, pronunciare “nazismo” o “fascismo” qui davanti ad altre persone è un po’ un rischio.
    Inoltre, il viennese tipico se ne frega di tutto, dice continuamente, in viennese, “des is ma Wurscht”, ossia “non me ne importa un cavolo” (letteralmente, una salsiccia o würstel).
    Logico che non hanno nessuna voglia né interesse di avere anche i sud tirolesi come loro connazionali.
    Non hanno capito che è una cosa puramente simbolica e temono possano usufruire del generoso stato sociale di qui, delle pensioni, dei sussidi, etc etc etc.
    Ovviamente si sbagliano, non è certo questo il punto.
    La gente qui è a volte poco informata, ma sostanzialmente inoffensiva, e non ci sono gruppi di fuori di testa che vanno in giro a fare danni come in Italia o anche in Germania, per esempio.
    Io ho mio fratello che abita e lavora tra Lombardia e Svizzera, ho vari amici e non posso avere niente contro l’Italia, ho anche i familiari in Sardegna…vedendo la situazione lì, non posso che augurarmene una migliore, ma non per questo ho qualcosa contro.
    Logico che a me piacerebbe una Sardegna indipendente e con tutti i vantaggi che ha il Sud Tirolo, ma se anche per ora così non fosse possibile, “ist mir auch Wurscht”, ossia me ne frega poco, tanto non ci vivo più.
    Saluti

  6. Il nuovo pangermanesimo scatenerà l’ennesima guerra, è questione di tempo, e se la perderanno il l’Alto Adige cesserà di essere a maggioranza tedesca..

  7. Mi pare strano che si possa concedere la cittadinanza su base etnica, non è neppure detto che un residente di lingua tedesca sia un ex imperial-austriaco, potrebbe essere uno svizzero o un germanico che risiede in Alto Adige; buona parte dei tedeschi di Merano non era di origine austriaca. La questione degli italo-argentini o italo-brasiliani non si pone, nessuno dei loro nonni o bisnonni rinunciò alla cittadinanza italiana, quindi richiedono il riconoscimento di uno stato giuridico che non hanno mai perso, mentre i “tirolesi” optarono in massa per il Terzo Reich acquisendo la cittadinanza germanica, nessuno li ha costretti a ritornare italiani nel dopoguerra. Che il Tirolo sia sempre stato Austria è opinabile, è stato un feudo asburgico non austriaco! il cosiddetto Tirolo divenne austriaco nel 1804 fino al 1805 e, illegalmente, de facto, nel 1814-1816 fino al 1918 quindi al massimo per 105 anni, i territori sono stati italiani per molto più tempo (anche prima del 1918) … controllare per credere! Non vi è alcun trattato che abbia comportato la cessione di questi territori all’Austria dopo Napoleone, sopratutto per ciò che riguarda il Trentino il cui Principato era stato secolarizzato e non soppresso o annesso. Riguardo ai Trentini in Galizia non hanno fatto una grande figura, i loro diari di guerra son stati raccolti e si può leggervi la chiusura mentale, la partecipazione alle pulizie etniche contro i ruteni, ai pogrom; è vero che il loro mondo non andava oltre il villaggio e la tradizione cattolica, più o meno clericale, vi sono pochi riferimenti alla questione nazionale, poi contenti loro se si dimenticano che 120000 italiani (su 800000) finirono nei campi di prigionia con una mortalità del 20% che vadano in pellegrinaggio a Katzenau, a Mauthausen, a Mitterdorf, a Wagna ….. così come ai tirolesi e ai partigiani del PD si potrebbero ricordare il campo di concentramento di Bolzano, le mattanza di Lana e Maia Bassa, i venti paesi distrutti col ferro e col fuoco nella valle del Cordevole dai loro reparti nazisti (ma anche qui l’abitudine è vecchia: 1847 massacro di Vilpiano).
    Tuttavia poiché sono di origine trentina e vi ho abitato da piccolo non ricordo questo ciarpame culturale, che si sta diffondendo oggi, l’autonomia è stata una vera droga.
    Poiché trattengono il 92% delle tasse ritengono che esteri, difesa, relazioni internazionali, organizzazione dello stato etc costino solo l’8%!!!!

  8. i atotesini sono una bandiera vanno dove soffia il vento sono in italia e se volgliono la doppia citadinaza che vadano a vivere in austra

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