2018, l’anno dell’odio

Asel è la prima neonata del 2018 a Vienna. La sua mamma indossa l’hijab. Proprio il velo islamico ha scatenato sui social media un’ondata di insulti da parte di hater inferociti, coloro che in rete, celandosi dietro una tastiera, dispensano minacce, offese e commenti razzisti. Asel è stata data alla luce il primo gennaio, 47 minuti dopo la mezzanotte. Dopo appena 24 ore la sua storia è rimbalzata dai media austriaci a quelli di tutto il mondo. Anche il New York Times ha pubblicato un articolo sulla prima bambina viennese del 2018, perché la notizia della nascita della piccola Asel su Facebook si è trasformata immediatamente da momento di gioia in una delle più tristi pagine di intolleranza e odio degli ultimi tempi. Un sintomo evidente delle forti pulsioni xenofobe, sempre più radicate in Austria.

KAV / Votava

La foto che ritrae la bambina poco dopo il parto, assieme ai suoi genitori all’ospedale Rudolfstiftung, genera una marea incontenibile di odio, che spazza via la felicità legata all’arrivo di un nuovo nato e squarcia l’abisso di una società, quella austriaca, che dietro una facciata rispettabile cela razzismo, ferocia, disprezzo per il diverso. Ad essere sommerso di commenti offensivi e verbalmente violenti è soprattutto l’articolo pubblicato dal quotidiano Heute. Parole durissime, traboccanti di livore e violenza. A riportare alcuni dei commenti scritti da leoni da tastiera e odiatori del web è stato il sito Netpeace, una ONG creata nel 2017 da Greenpeace. Un movimento di pace su internet che vuole combattere l’odio in rete. Vediamo insieme alcune delle frasi degli hater e scopriamo qualche dettaglio in più sulla prima bambina viennese del 2018 e sulla sua famiglia

“È nata la prossima terrorista”

Il tenore delle centinaia di messaggi non lascia spazio a fraintendimenti. La bambina della coppia musulmana suscita commenti pieni di cattiveria gratuita e di furia xenofoba. Ecco alcune delle frasi dispensate dagli hater alla piccola Asel e ai suoi genitori. “Nächster Terrorist geboren” (È nata la prossima terrorista), oppure “Mit dem Fetzen auf dem Kopf muss die Alte doch nach der Geburt stinken wie ein nasser Dachs …ekelhaft” (Con quel velo in testa la più grande puzzerà dopo il parto come un tasso bagnato… disgustoso), e ancora “Auch 2018 sind Mehmet und Fatma nicht erwünscht. Das ändert nichts an der jahreszahl” (Anche nel 2018 Mehmet e Fatma non sono i benvenuti. Questa nascita non cambia i numeri dell’anno), “Wieder inzucht” (Ancora incroci tra consanguinei).

screen shot Netpeace

E ancora: “Würg zieht doch erste einmal eure Putzlappen vom Kopf. Unhygienisch das gehört in Krankenhäuser verboten!!!!!” (Per prima cosa ti togli gli stracci dalla testa. È antigienico ed è vietato negli ospedali!!!!!), “Muss das im Krankenhaus kalt sein. Sogar bei der Entbindung im Bet ein Kopftuch zu tragen ist schon eine Leistung. Vielleicht hat sie eine Glatze oder Läuse?” (Deve far freddo in ospedale. Anche indossare un velo alla nascita a letto è già un’impresa. Forse ha la testa pelata o i pidocchi?), “Hat die Frau Krebs? Oder warum trägt sie ein Kopftucht? Kalt wird es ja wohl nicht sein” (La donna ha il cancro? O perché indossa un velo? Non farà freddo). E ancora frasi talvolta un po’ sgrammaticate con riferimenti al nuovo Ministro dell’Interno, Herbert Kickl esponente di spicco dell’FPÖ: “Bald können sie zu Hause Kinder griegen der Krieg ist aus und der Kickl schickt sie nach Haus” (Presto saranno in grado di portare i bambini a casa loro, la guerra è finita e il Kickl li rispedirà a casa). Non sono neppure mancati commenti con emoji di disgusto. Molti altri e ancor più violenti i commenti riportati da Netpeace, altrettanti quelli rimossi quasi subito da Heute. Alcune frasi, poi subito cancellate, di una tale violenza da far rabbrividire, nelle quali si arrivava ad augurare alla piccola Asel la morte in culla.

Chi sono la mamma e il papà di Asel?

Naime e Alper Tamgac sono la mamma e il papà della prima nata nel 2018 a Vienna. Sono immigrati regolari di origine turca, e vivono nella capitale austriaca. Hanno deciso di chiamare la loro piccola Asel, un nome di origine araba, che vuoi dire “miele” o “fiume di miele”. Mai i due giovani genitori avrebbero potuto immaginare che la loro figlia avrebbe scatenato furiosi hater dei social media. Odio e veleno, invece di miele e dolcezza. La piccola Asel è lunga 51 centimetri e pesa 3460 grammi, è sana ed è nata da un parto naturale, senza complicazioni.

KAV / Votava

In questa immagine la vediamo tra le braccia della mamma Naime, assieme al papà Alper e al team di ostetricia del Rudolfstiftung, Ivone Saric-Milinic e Bettina Glaser. A dire il vero Asel è la settima neonata del 2018 in Austria. La prima è Julia, una bambina nata in Stiria il primo gennaio, appena un minuto dopo la mezzanotte. Asel, però, è la prima nata a Vienna. Suo malgrado la piccola bimba viennese è stata al centro di un vortice inarrestabile di polemiche, vittima di una campagna d’odio senza precedenti, protagonista incolpevole di una vicenda dolorosa che ha impresso al nuovo anno un corso carico di ombre.

Non solo odio, ma anche messaggi di pace e amore

In risposta all’ondata senza precedenti di offese e aggressioni verbali, Klaus Schwertner, Segretario Generale della Caritas di Vienna, si è fatto promotore di un’iniziativa per raccogliere messaggi di amore e solidarietà per la neonata, oggetto di un odio cieco e furioso, protagonista senza colpa di uno degli episodi più agghiaccianti e bestiali della storia recente dell’Austria. Una nuova dimensione dell’odio espresso online, ha detto Klaus Schwertner nella sua pagina Facebook, dove il bersaglio è una bimba appena nata.

screen shot

Sono state decine di migliaia le persone che hanno messo like, cuoricini e che hanno voluto lasciare la loro testimonianza di affetto per la nuova nata. “C’è qualcosa di simbolico in quello che è accaduto” mi racconta Carla Amina Baghajati, Responsabile per i Media dell’Islamische Glaubensgemeinschaft Österreich -IGGÖ (Comunità religiosa islamica in Austria). “Credo che sia un campanello d’allarme, un avvertimento -mi dice Carla Amina Baghajati  Il mondo ha espresso commenti sui cambiamenti politici che ci sono stati in Austria. Indubbiamente sono preoccupata che lo scagliarsi continuamente contro gli immigrati, gli stranieri, i musulmani, e al tempo stesso la profonda crisi d’identità che attraversa la nostra società, arrivi a produrre simili risultati. Devo davvero ringraziare Klaus Schwertner, della Caritas di Vienna, che si è mosso con un’iniziativa così straordinaria: mobilitare la rete con messaggi di vicinanza alla piccola Asel. È stato incredibile quante persone abbiano risposto al suo appello online”. Se c’è una lezione da trarre per la Baghajati è quella di “fermarsi a riflettere su quale sia la società nella quale vogliamo vivere, perché solo scegliendo la via dell’armonia e dell’empatia si può evitare in futuro il ripetersi di simili episodi”.

Il dialogo, unica via per una pacifica convivenza

Chiedo a Carla Amina Baghajati se la presenza dell’ultradestra nel nuovo governo di coalizione in Austria possa in qualche modo far sentire fanatici ed estremisti legittimati ad esprimere commenti razzisti e a manifestare idee intolleranti e violente.

“Ci sono indicatori che mostrano come oggi si possano dire cose con una libertà che non era consentita 10 anni fa -mi spiega la Baghajati- Credo che sia necessario un dibattito pubblico, nel quale si lasci da parte ogni tipo di ideologia per andare alla radice della questione, senza adoperare parole come politicamente corretto da un lato, oppure tolleranza zero dall’altro. Questo incidente risveglia sentimenti molto umani, perché non è un fatto eminentemente politico, bensì qualcosa che sarebbe potuto succedere a chiunque. La nascita di una neonata è un evento lieto, a dispetto del colore della sua pelle, delle sue origini, o della sua religione. Tutti gli esseri umani hanno la stessa dignità. Ecco perché questo episodio può aiutare anche coloro che sono sostenitori di idee populiste a fermarsi e provare ad avere un atteggiamento di maggior condivisione”.

È vera l’equazione Islam uguale terrorismo?

Pensa che, come emerso dai commenti postati su Facebook, l’equazione musulmani uguale terroristi e che tutti i musulmani siano uguali, mettendo sullo stesso piano rifugiati e immigrati regolari provenienti da Paesi musulmani come ad esempio la Turchia, sia un’idea che vada combattuta perché rende impossibile ogni tipo di integrazione? “Non penso che questa sia la posizione della maggioranza degli austriaci. Abbiamo dati empirici e studi che dicono che le persone sono in grado di fare una distinzione tra Islam e terrorismo -mi dice con convinzione Carla Amina Baghajati– Occorre continuare nella direzione del dialogo e della cooperazione, perché dalla contrapposizione e dalla chiusura il terrorismo trae linfa. I populisti credono che i rapidi cambiamenti che occorrono nella nostra società siano attribuibili alla presenza dei rifugiati, ma viviamo in un mondo digitalizzato e sempre più globale. Tutto questo cambiamento crea una crisi d’identità. Ci si può chiedere quale sia oggi l’identità austriaca, ma proiettare sull’Islam paure e colpe non aiuta. Ecco perché dovrebbe esserci ancora più dialogo, dovremmo rendere pubblici i risultati raggiunti, dovremmo trovare nuove forme di dialogo. Comunque sono ottimista e penso che si possano combattere queste idee di matrice populista, che mettono tutti i musulmani nello stesso calderone”.

Sarà possibile cooperare con il nuovo governo?

Pensa che sarà possibile stabilire una proficua cooperazione con il nuovo governo federale? ”Spero davvero che il nuovo governo abbia un approccio pragmatico, soprattutto nei confronti dell’Islam -mette in evidenza Carla Amina Baghajati– In Austria abbiamo una solida tradizione di pacifica convivenza. Siamo molto orgogliosi del riconoscimento dell’Islam fin dal 1912. Spero che questa narrativa sia più potente di quella legata alla sicurezza minacciata dalla massiccia presenza dei musulmani. Spero sinceramente che tutti riescano ad avere uno sguardo aperto sui rischi, perché non ci si può nascondere dietro un dito e i problemi vanno affrontati, però occorre cercare soluzioni e non di tipo populista, che fanno leva su sentimenti di paura e invidia sociale. Soluzioni che puntino al bene comune, al bene di tutti”. E quando chiedo alla Baghajati se sia possibile arrivare ad una più compiuta integrazione in Austria mi risponde così: “Proprio in virtù di questa tradizione dei musulmani in Austria, è auspicabile trovare soluzioni anche grazie alla guida dei musulmani austriaci per raggiungere una maggiore integrazione, trovando soluzioni che abbiano come fine il rispetto reciproco”.

I musulmani sono gli ebrei di oggi?

Ritiene che possa esservi un parallelo tra le discriminazioni subite dagli ebrei e quelle di oggi nei confronti dei musulmani? “Dovremmo avere un forte senso di consapevolezza per distinguere i piani su cui è possibile fare un simile parallelo. Ringraziando Dio noi musulmani non abbiamo vissuto la Shoah -conclude Carla Amina Baghajati– Ciò che è possibile paragonare è la retorica usata negli anni ’30 che sembra in qualche modo la stessa. Sono molti i punti in comune con l’attuale narrativa. Come si creano immagini distorte dell’altro, trasformandolo in un nemico. Non possiamo ignorare che anche tra i musulmani vi sia antisemitismo. Ma ancora una volta sono convinta che sia necessario il dialogo tra musulmani ed ebrei, perché è necessario spiegare che chi ha bisogno di servirsi di immagini distorte dell’altro, dipingendolo come un nemico, è debole”.

Da dove nasce l’odio

Tantissimi i messaggi che non sono stati fatti rimbalzare sul sito dell’ONG Netpeace. Heute ha deciso di bloccare i commenti e di prendere posizione contro quei lettori che hanno manifestato tutto il loro odio immotivato contro una bambina nata solo da poche ore. In un sito di estrema destra sono comparse frasi allarmanti: la gioia può essere manifestata solo per nuovi nati austriaci. Siti vicini all’ultradestra come unzensuriert.at hanno insinuato l’idea che quasi tutti i nuovi nati del 2018 in Austria, Germania, Svizzera, siano di origini musulmane e figli di migranti e rifugiati, trasformando in oggetto di un furioso sentimento anti-islamico siriani, marocchini e turchi, messi tutti sullo stesso piano, contribuendo ad alimentare razzismo e discriminazione sul web. La tempesta d’odio generata dalla nascita di Asel non fa che confermare quale sia il sostrato che ha portato l’ultradestra al successo elettorale alle elezioni politiche dell’ottobre 2017 e poi al governo del Paese. Un clima di sospetto e paura che non è frutto del caso, ma la conseguenza di intolleranza e xenofobia ormai sempre più radicate e diffuse tra gli austriaci.

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28 risposte a “2018, l’anno dell’odio

  1. E’ l’immagine simbolo della sostituzione etnica in corso.. Quindi cara giornalista buonista è lei la vera fomentatrice di odio.

    • caro Alex, che ti nascondi anche dietro il nome di Mario, fomentando, tu sì, altri odiatori della rete come te. se non ti fossi limitato a guardare le figure e a leggere solo i tag a fondo pagina, bollandolo come “immondizia mediatica”, avresti capito di cosa parli in realtà il mio articolo. certo, il mio pezzo è un po’ lungo e richiede un discreto sforzo di concentrazione, ma alla fine, riuscendo a leggerlo tutto, capiresti che l’unico fomentatore di odio sei tu, che pure hai diritto di esprimere i tuoi pensieri sul mio blog senza essere insultato. cortesia che tu, al contrario, non hai mostrato nei miei confronti.

  2. Basta vedere i TAG usati dalla giornalista per capire che è un articolo pro invasione e pro UE.. Insomma immondizia mediatica.

  3. Purtroppo questo genere di manifestazioni sono direttamente proporzionali all’aumento dell’ignoranza.
    Complimenti per l’articolo.

  4. La scrittrice di questo articolo è la persona che più di tutte sta fomentando questa specie di guerra!!! Ognuno ha le proprie idee però è vero che non tutti gli islamici sono terroristi ma il 99,9% dei terroristi è islamico!!!

    • cara Nicoletta, sono Mila Cataldo, la giornalista autrice del pezzo e del blog Lettere da Vienna. vorrei che tu mi spiegassi, argomentando, perché sarei fomentatrice di odio e guerra. sono io che decido quali commenti accettare e quali no. eppure, mi pare che per te e per chiunque voglia, ci sia spazio e libertà di opinione. però nessuno può arrogarsi il diritto di lanciare accuse prive di fondamento! non sto difendendo i terroristi. l’articolo, se lo avessi letto, parla di un fiume di odio, insulti e minacce ai danni di una neonata e dei suoi giovani genitori: una famiglia di immigrati regolari turchi. invettive che assomigliano molto alle tue accuse, scagliate con violenza contro di me. l’impressione è che sia proprio tu ad alimentare una pericolosissima spirale di odio, che non fa ben sperare per il futuro.

  5. Imponendo ai cittadini occidentali l’accettazione dell’inaccettabile (non mi riferisco al caso specifico) e la tolleranza dell’intollerabile l’essere umano esercita una reazione opposta e contraria, ovvero subentra una banalissima legge fisica. Il problema non è il razzismo nativo (che non esiste, salvo in pochi soggetti) ma il razzismo di reazione, scatenato dall’ipocrisia politica, mediatica e sociale che vuole a tutti i costi sdoganare comportamenti inaccettabili (in quanto aberranti e contrari a quei doveri/diritti conquistati con gran fatica) per la società occidentale. La colpa non è dell’ignorante di turno che ora attacca un innocente bimbo, la colpa è di coloro che ora mettono alla gogna l’ignorante per una prevedibilissima, per quanto deprecabile, fase di una reazione a catena che loro stessi hanno avviato.

    • sono d’accordo con te caro Max, quando dici che certa intolleranza sia una naturale reazione ad una politica sbagliata, che per troppo tempo ha portato avanti un acritico buonismo e un deteriore atteggiamento improntato al politicamente corretto. in questo pezzo, però, non parlo di terroristi e neppure di islamici radicali, che non vogliono integrarsi, che non accettano lingua, valori, usi del Paese che li ospita. qui il bersaglio è una neonata. e assieme ad una bambina appena venuta alla luce, diventa oggetto di offese e commenti razzisti anche la sua famiglia: immigrati regolari turchi.

  6. Non é odio ma volontá di difendere i propri principi, le proprie origini, le proprie tradizioni, in un’europa tedesca dove le lobby e le massonerie puntano a far perdere l’unione di popolo unito per poter dominare senza alcun rischio di ribellione. Non é odio ma rabbia verso chi invade senza alcuna umiltá di crescita ma con la mera prepotenza di imporre la proprja ignoranza. Coloro i quali si definiscono illuminati sono dei meri incapaci con un ego alto come la luna e nessun reale buon principio, oltre a essere dominati dalla codardia che li fa agire nell’ombra convinti di essere nel giusto e sfuggendo a qualsivoglia confronto.

  7. Assurdo prendersela con una bambina appena nata. Bisogna Prendersela invece con chi vuole una immigrazione selvaggia come è stata in Italia e in Europa negli ultimi anni. Se è vero che solo il 12 % di chi è arrivato ha diritto d’asilo…Le Ong sono un vero disastro, lucrano su queste povere persone che si possono e si devono aiutare a casa Loro.

  8. Presto saranno la maggioranza anche nella penisola italica da roma in su…Finalmente la Borbonia, dopo 156 anni di oppressione italiana, sara’ vendicata. Forza ISLAM.

  9. Che dire….sono solo contento che tra 50 anni ….quando saranno più di noi e l’invasione sarà completata sarò sotto terra!! Chiaramente mi spiace per i miei figli…a volte mi pento di averne avuti…..povero mondo che trovano!

  10. Sono d’accordo nel condannare i commenti violenti e offensivi nei confronti di una mamma e della sua bambina. Sono però altresì preoccupato da questa silente ma inesorabile invasione islamica che realizzerà quella che la Fallaci chiamava Eurabia.. d’altra parte lo stesso Erdogan ha invitato alla colonizzazione islamica dell’Europa facendo molti figli che gli europei non fanno più.. quando gli islamici saranno maggioranza (certo noi non ci saremo più) il dialogo tanto auspicato sarà una pia speranza… mi sembra che troppi, a cominciare dal Papa, stiano sottovalutando questo cavallo di Troia..

  11. Un articolo lungo tedioso e carico di ipocrisia, perchè dovrebbe essere considerato un insulto in cui alcuni fb criticavano l’igiene dell’indossare il velo in un letto di ospedale??? e chi ha commentato dicendo k forse era nata una futura terrorista, certo ha usato termini forti, ma la cronaca degli ultimi decenni ha ampiamente dimostrato che molti terroristi (se non addirittura tutti!) erano nati e cresciuti nella nazione che gli ha dato i natali e opportunità (e che i loro genitori avevano scelto!) ma nonostante questo hanno aderito alle fila dei terroristi, è evidente che sia sbagliato fare di tutta un erba un fascio ma credo sia lecito dopo migliaia di morti innocenti uccisi come insetti provare dei sospetti. Comprendo che nei loro paesi anche molti musulmani facciano la stessa fine, ma non c’è mai stata una forte mobilitazione dei musulmani contro queste vicende. Se il papa dovesse oggi proporre una crociata vs una x religione il numero di atei quintuplicherebbe in un istante. In occidente l’Illuminismo ha creato l’apertura della mente e l’allontanamento della religione, oggi anche chi si professa cristiano non è così praticante e non segue alla lettera le indicazioni religiose. Ciononostante la maggior parte degli Occidentali trova quantomeno inopportuno che togliere il crocefisso dalle scuole (ESEMPIO) non sia una proposta nata per creare una scuola svincolata dal credo, ma per “imposizione” (e per evitare ritorsioni) dei musulmani. Se, tornando all’articolo fosse nata una bambina da genitori con credo buddista, i commenti e le paure sarebbero stati notevolmente meno accesi o non ci sarebbero proprio stati. Concludendo, è vero che è giusto dare il beneficio del dubbio e non accusare nessuno a prescindere solo per razza , etnia, credo religiosi, ma è anche vero che a dichiarare guerra all’Occidente e a ammazzare migliaia di innocenti sono stati terroristi islamici , che vivono sul territorio occidentale , è altresì inoppugnabile che sia nella loro cultura fare molti figli e questo comporta un cambio genetico , loro godono nel paese ospitante di leggi democratiche e spesso approfittano di esse . , ripeto, molti di essi (non tutti) nonostante i diritti di cui godono odiano il paese di adozione. Non è giusto criticare a prescindere, e il falso buonismo lo trovo ripugnante, cercate di capire le ragioni alla base di paure che , non sono campate in aria..i terroristi motivano le loro azioni con il credo religioso, gli immigrati hanno spesso un atteggiamento di pretesa vs gli ospitanti (potremmo dilungarci sui motivi, forma di difesa, arroganza etc…) quindi se gli autoctoni sono diffidenti o impauriti hanno le loro ragioni e non vanno offesi chiamandoli razzisti !!! (molti dei commenti cosiddetti razzisti segnalati nell’articolo erano osservazioni …igiene del velo? 2 musulmani crescerebbero la figlia insegnando il rispetto per il paese ospitante?) , magari espressi male ..ma remore condivisibili. Non dimenticate le vittime di terrorismo. Non tutti gli austriaci sono buoni , e nemmeno tutti i musulmani..par condicio

    • cara silvy, un argomento così controverso e sentito doveva essere analizzato in modo approfondito. non poteva essere liquidato in poche righe. se un articolo aiuta a riflettere, stimola i lettori ad esprimere le proprie idee e offre l’occasione per instaurare un dialogo costruttivo, non è né tedioso, né ipocrita. il tuo esteso commento ne è la dimostrazione concreta.

  12. “2018, l’ Anno dell’odio” …

    invece il 2017, 2016, 2015, etc. dove gente che odia gli occidentali ha fatto stragi e attentati, cos’erano?

    ah, ma quelli non contano, si vuole mica paragonarli ai “ben più gravi” insulti a una famiglia musulmana …

  13. Buonasera
    Difendere la propria storia, la cultura, la religione e la Patria, non deve essere un obbligo, ma un dovere di ogni buon cittadino. I veri razzisti sono quelli che vogliono a tutti i costi (giusto per interessi economici personali) unire due religioni e culture, totalmente differenti. Non potrà mai esistere la tolleranza tra di loro e dirò di più. Prima o poi, lo scontro sarà fisico e tutto questo lo avranno sulla coscienza i politici dell’UE, costretti a contare i caduti. Perchè di caduti ce ne saranno molti, da entrambe le parti. Per chi non lo avesse ancora capito, questa è una guerra a tutti gli effetti e il giorno che noi Cristiani ci troveremo in minoranza, sarà lotta alla sopravvivenza. Questo è l’inizio della fine, ma una cosa mi rende felice. Il fatto che vedrò cadere anche i buonisti, che per anni hanno ostinatamente cercato il dialogo con chi da secoli ci vuole tagliare la gola. Buona serata.
    Cordialmente.

    • caro Marco, innanzitutto bentornato! speriamo che di caduti non ve ne siano. come te non condivido l’acritico buonismo e nemmeno l’attitudine così diffusa al politicamente corretto. la tua visione, però, mi sembra molto pessimista.

  14. Buonasera
    Cara dott.ssa Cataldo, prima di tutto le auguro un felice 2018, ma rimango basito dalla sua risposta al mio commento. Per una volta non voglio spostare il discorso, puntando il dito sulla politica e su quello che stà succedendo riguardo l’integrazione. Dopo i numerosi attentati che hanno sconvolto l’intera Europa, mi chiedo come possa apostrofarmi, pessimista. Mi permetta. I casi sono due. O lei non si è accorta di quello che stà succedendo in giro per il mondo occidentale, o ci troviamo di fronte a una totale e radicale predisposizione verso la realtà musulmana. Caduti non ve ne siano ? mi auguro che la sua sia una battuta. Vada a dare un occhiata su Internet e si informi su quanti Cristiani hanno perso la vita per mano di integralisti musulmani, negli ultimi dieci anni e forse si renderà conto di che cosa stiamo parlando. Molte persone si riempiono la bocca con l’unica parola che conoscono. Razzismo. Stupidamente, non avendo altri argomenti su cui dialogare, si accaniscono come avvoltoi, principalmente guidati dalla loro fede politica. Credo che la pazienza dei Cristiani, stia per esaurirsi. Città ridotte a vere e proprie discariche, con numeri da paura. Più dell’ottanta per cento degli spacciatori è negro e di religione musulmana. Non si scandalizzi cara Mila, loro mi chiamano infedele e io li chiamo negri. Giusto per la parcondicion. Vorrei continuare ma preferisco fermarmi qui. Una domanda che mi pongo quasi tutti i giorni. Dove e quando sarà il prossimo attentato che ancora una volta colpirà il mondo Cristiano ? il giorno che succederà (perchè succederà) mi mandi pure un e-mail.
    Buona serata.
    Cordialmente.

    • caro Marco, buon 2018 anche a te. vedo che l’anno nuovo non attenua la tua vis polemica. non vivo su Marte. sono perfettamente consapevole dei numerosi e sanguinosi attacchi che terroristi islamici hanno inferto al cuore dell’Europa e non solo. sono sulla tua stessa lunghezza d’onda nel criticare buonismo e politicamente corretto, per troppo tempo portati avanti da alcuni politici. però, e non capisco perché tu rimanga stupito dalla mia risposta, non condivido la tua visione manichea del mondo. ecco perché, come molti, vorrei che questa scia di morte si interrompesse. o tu preferisci vivere in un mondo dominato dalla contrapposizione, dal conflitto e dal terrore?

  15. Lunga vita alla bambina,ma non riesco a capire perché una donna debba andare in giro con la testa coperta,d’inverno come pure in piena estate.Se il numero dei musulmani continuerà inesorabilmente ad aumentare,purtroppo non sarà più solo questione di reciproco rispetto o” fatti loro”e cercheranno sicuramente di imporre il loro credo,usi e costumi anche qua in Occidente.Io non sopporto,a nessuna latitudine, che la donna sia considerata un essere inferiore e nessun buonista mi convincerà che sia tollerabile,nel ventunesimo secolo,accettare donne velate o completamente coperte da un burka,non dopo anni e anni di lotte per la parità di genere.Mentre da noi si fanno sparire crocifissi e cominciamo a chiamare il Natale la “festa delle feste” per non offendere gli ospiti.Quanta ipocrisia e falsa fratellanza.

    • cara Monica, è vero l’atteggiamento buonista inizia a produrre mostruosità. sentire che in qualche scuola si sia sostituito Gesù con Perù, per non urtare la suscettibilità di nessuno, o assurdità simili, è estremamente scoraggiante e delinea una deriva pericolosa. al contrario tutti sentiamo bisogno di maggiore sicurezza e avere paura è più che legittimo, come legittimo è nutrire perplessità sulla condizione della donna e sulla questione legata al velo integrale e al burqa. saranno temi che prometto di affrontare presto su Lettere da Vienna.

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