Scandali, Facebook, dark post

Le elezioni austriache del prossimo 15 ottobre saranno le più incerte di sempre. Scandali, Facebook e dark post gli ingredienti dell’infuocata campagna elettorale. Appare difficile che un singolo partito possa ottenere una maggioranza netta che gli consenta di governare da solo. Sarà necessario dare vita a una coalizione e le combinazioni non sono infinite. La più probabile è una coalizione nero-blu, tra Partito Popolare e Partito della Libertà, anche perché lo scandalo del cosiddetto “caso Silberstein” ha colpito duramente i Socialdemocratici, gettando ombre sulla dirigenza del partito. L’affaire Silberstein, vede protagonista l’ex consulente dell’SPÖ Tal Silberstein, che avrebbe destinato parte del compenso per la sua attività di consulenza per foraggiare alcuni siti che hanno fatto su Facebook un’acerrima campagna per screditare il leader dei Popolari Sebastian Kurz, dato in vantaggio da tutti i sondaggi.

Pagine Facebook che avrebbero usato metodi scorretti, commenti anti-semiti, un linguaggio molto pesante per ordire una campagna demolitoria nei confronti del Wunderwuzzi, il jolly tuttofare, l’uomo nuovo del nuovo ÖVP. Questa “dirty campaigning”, questa campagna elettorale che gioca sporco, è avvenuta senza che il Partito Socialdemocratico ne sapesse nulla, soprattutto a totale insaputa del Cancelliere Christian Kern, che pure dei Socialdemocratici è il leader. Estraneità dei vertici dell’SPÖ più volte ribadita anche da Silberstein e dal suo stretto collaboratore Peter Puller. Emergono però inquietanti particolari: l’ÖVP avrebbe offerto 100.000 euro a Peter Puller perché svelasse particolari riguardo alla campagna elettorale e alle strategie dei Socialdemocratici e avrebbe anche brigato per assoldarlo come informatore. Il Partito Popolare nega le accuse, sul fronte opposto il Partito Socialdemocratico quantifica i danni economici in 131.250 euro, mentre quelli politici sembrano al momento incalcolabili. Cerchiamo di capire meglio tutti i contorni dell’intricatissimo “affaire Silberstein”, che il Partito socialdemocratico potrebbe pagare a caro prezzo, con una debacle elettoraleContinua a leggere

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Minniti, meno diffidenza con l’Austria

Le elezioni politiche austriache del 15 ottobre si giocheranno soprattutto sulla questione dell’immigrazione. È questa la ragione per cui quest’estate è stata più volte paventata la chiusura del Brennero e sempre per ragioni elettorali l’Austria ha cercato di non assorbire la propria quota di rifugiati, così come stabilito dal sistema di ricollocamento dell’Unione europea. Sempre questo il motivo per cui pochi giorni fa il Ministro della Difesa, il socialdemocratico Hans-Peter Doskozil, soprannominato da alcuni il cavaliere nero dell’SPÖ, ha lamentato il fatto che la rotta balcanica ad oggi non sia completamente sigillata. Secondo Doskozil migliaia di migranti sarebbero penetrati in Austria passando da Serbia, Bulgaria e Romania attraverso la Slovacchia.

Sempre per ragioni legate alla campagna elettorale Sebastian Kurz, leader del Partito Popolare, continua a proporre le sue soluzioni per arginare l’afflusso di migranti, chiedendo che dopo quella balcanica, venga chiusa anche la rotta del Mediterraneo. Ho incontrato il Ministro dell’Interno Marco Minniti, a margine della premiazione dei due atleti della Polizia di Stato, Manila Flamini e Giorgio Minisini, vincitori dell’oro nel Sincronizzato ai Mondiali di Nuoto di Budapest con “A scream for Lampedusa”. Una premiazione avvenuta nell’ambito del torneo sportivo “La Sfida”, un’iniziativa per la raccolta di fondi a favore del Consiglio Italiano per i Rifugiati. Proprio sull’immigrazione, sulla crisi dei rifugiati e nell’ottica dei rapporti con l’Austria, ho chiesto a Marco Minniti cosa stia facendo l’Italia per far ascoltare di più la propria voce in sede europea proprio in materia di immigrazione. “Penso che in quest’ultimo periodo ci ascoltino di più in Europa. Abbiamo finalmente rotto un muro di diffidenza” dice il Ministro Minniti, esprimendo visibile soddisfazione.  Continua a leggere

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Austria, una vittoria scontata?

A meno di tre settimane dal voto resta saldamente in testa ai sondaggi Sebastian Kurz, il 31enne leader dei Popolari. È lui, “Wunderwuzzi”, il “jolly tuttofare”, “l’uomo che cammina sull’acqua”, il giovane dalle doti messianiche, l’uomo capace, dopo anni di smarrimento, di riportare l’ÖVP a dominare la scena politica austriaca, accreditandolo al 33%. Occhi azzurri, capelli tirati indietro, orecchie a sventola, abito slim fit e camicia senza cravatta, con il primo bottone rigorosamente sbottonato, sarà lui a riportare l’ultradestra al governo?

Dopo l’investitura di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti e il recente risultato delle elezioni in Germania gli austriaci mostrano di avere un certo timore degli estremi. Così Sebastian Kurz potrebbe essere proprio l’uomo giusto al momento giusto. A nulla è servita la dote personale di gradimento di cui gode il Cancelliere Christian Kern, che non è riuscito a trasformare i consensi personali in fattore di crescita per il suo partito. I Socialdemocratici, infatti, sono rimasti indietro rispetto al Partito Popolare. Ad oggi l’SPÖ è aumentato solo di un punto percentuale, attestandosi al 26%.

Terzo partito, ma a distanza minima, l’FPÖ di Hans-Christian Strache fermo al 25%. Una campagna elettorale non felice per il Partito della Libertà, che ambiva al sorpasso e alla guida del Paese ed è stato invece cannibalizzato dall’effetto novità di Sebastian Kurz. Il Partito della Libertà era l’uragano da scongiurare, invece si è trasformato in una tempesta piuttosto contenuta. Per riconquistare la scena e attirare l’attenzione l’FPÖ ha tappezzato le periferie di Vienna con cartelloni che rispolverano i temi originari: dalla paura nei confronti degli immigrati, all’angoscia per una possibile islamizzazione dell’Austria, alla perdita di privilegi e benessere da parte degli austriaci. Per riguadagnare consensi Strache si è servito di una strategia tipicamente anglosassone, quella della pubblicità comparativa, poco usata in Europa. Una manovra calcolata, oppure una mossa disperata per cercare di non essere messo all’angolo? Il giovane rampante Kurz ha fatto propri toni e slogan del Partito della Libertà, cavalcandoli con grande abilità, tanto da far apparire Strache un’ombra sbiadita, relegandolo a un ruolo marginale, ridimensionandone persino le ambizioni.

Dichiara di essere pronto a fare il Vice-Cancelliere, Hans-Christian Strache, svendendo le proprie aspirazioni per una coalizione nero-blu, per poter diventare forza di governo. Un governo, però, guidato non da lui, bensì dall’arrembante Sebastian Kurz. Ma sarà davvero così? I sondaggi saranno attendibili? Proporsi come il Macron austriaco farà davvero vincere Kurz? Giovinezza e novità, avranno la meglio su autorevolezza ed esperienza? O forse il trionfo del leader dei Popolari sarà superiore a ogni più rosea aspettativa? Scopriamo insieme i nuovi manifesti della campagna elettorale di Strache, tutti giocati sul confronto, soprattutto con l’amico-nemico KurzContinua a leggere

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Trump, alieni e nudità

La fiera mercato di arte contemporanea Vienna Contemporary è in pieno svolgimento fino a domenica. Galleristi, artisti, critici e collezionisti da tutto il mondo si sono dati appuntamento nella capitale austriaca. 110 gallerie da 27 Paesi diversi, spaziando da Regno Unito, Germania, Turchia, fino agli Emirati Arabi Uniti, Cina e Corea del Sud. Il livello qualitativo degli artisti quest’anno è notevole. Straordinarie le opere portate dalla Gallery H.A.N. di Seoul, sia le pitture astratte monocrome rosa fucsia di Myungil Lee, sia le gigantesche sculture che raffigurano strane creature in acciaio, realizzate da Wook-Jang Cheung, che danno l’idea di una invasione aliena.

Lo scultore cerca di sensibilizzare il pubblico su tematiche legate all’ambiente aiutando, attraverso le linee stilizzate, eleganti e sinuose delle sue opere, a ricreare un rapporto tra uomo e natura, in un mondo che sempre più corre verso la direzione opposta.

Vi sono opere per tutte le tasche. I prezzi oscillano da alcune centinaia di euro per miniature proposte dalla Raster Gallery di Varsavia, a 3.4 milioni di euro per un dipinto astratto del 1994 di Gerhard Richter. Una tela di medie dimensioni, realizzata con colori acidi, che offre un esempio riuscitissimo dell’espressionismo astratto del pittore tedesco, proposta dalla Galerie Michael Schultz di Berlino.

Non è l’unica tela di Richter, la stessa galleria berlinese ha portato anche un altro dipinto degli anni ’80, in vendita per la modica cifra di 2.3 milioni di euro. Inutile affrettarvi, quasi sicuramente non potrete aggiudicarveli perché pare vi siano già trattative in corso con un ricco collezionista cinese. Ambiziosi gli obiettivi che gli organizzatori hanno in mente di raggiungere: inserire Vienna Contemporary tra le prime 5 fiere d’arte del mondo, nell’arco dei prossimi 5 anni. Tra le tante opere spicca la scultura che ritrae il presidente americano Donald Trump in una chiave più che ironica. Scopriamo come lo scultore cinese Feng Lu vede the Donald e sbirciamo scatti della performance senza veli su un ring e il calco di parti intime di un’artista turcaContinua a leggere

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Moda, non è Milano ma…

La Vienna Fashion Week si è appena conclusa, proprio a ridosso della settimana della moda di Milano. Parola d’ordine di questa nona edizione: largo ai giovani fashion designer. Tra gli ultimi show in programma ha lasciato il segno Artista, un brand ungherese di prêt-à-porter, che tra rigore di linee e tagli asimmetrici ha conquistato gli applausi del pubblico di fashion victim.

Interessantissimo l’uso di motivi di opere di artisti ungheresi, austriaci e russi stampati sui tessuti dei capi. In passerella anche l’estro e la femminilità sexy di Chic di Vali Cioban e la sontuosità scenografica degli abiti da sera Miau di Clara Rotescu, entrambe stiliste romene.

Ultime sfilate, incontri con i designer, acquisti dell’ultima ora nei pop-up store, poi è tempo di bilanci. Ne abbiamo parlato con Zigi Mueller-Matyas, organizzatrice della Vienna Fashion Week. “Non possiamo certo paragonare Vienna a Milano, New York, Londra e Parigi -mi spiega Zigi Mueller-Matyas- Il nostro è un concept diverso. La gente può comprare i biglietti, venire a vedere tutte le sfilate che vuole. Si possono fare acquisti, comprando le creazioni viste in passerella, incontrare gli stilisti, andare a visitare i pop-up store, entrare in contatto con scuole di moda. C’è un’ampia scelta e varietà di offerte fashion qui a Vienna”. Scopriamo quali sono le tendenze dettate da alcuni dei nuovi stilisti emergentiContinua a leggere

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Cavalli, cappelli e frac

Ascot Vienna, alla sua prima edizione, sta per diventare un appuntamento imperdibile. Corse di cavalli purosangue inglesi, atmosfera d’altri tempi, sfoggio di mise incredibili, tra vestiti lunghi, cappelli, frac e tube. La magia del Royal Ascot è unica, ma Vienna sa bene come creare occasioni mondane. Così, con un clima tipicamente britannico, tra nuvole e pioggia, Ascot Vienna ha sapientemente mescolato aristocrazia e borghesia, fasti imperiali e apertura socialdemocratica, eleganza e informalità, alto e basso, rendendo la due giorni al Galopprennbahn Freudenau, nell’oasi verde del Prater, un’occasione di ritrovo per tutti viennesi. 

Un po’ come nei balli anche ad Ascot Vienna la crème de la crème della società non perde occasione per presenziare. L’impressione è stata quella di un tuffo nel passato, dove etichetta e cerimoniale contano più che mai. Il dress code prevede copricapo per le donne, Stresemann o frac per gli uomini, anche se con un minimo margine di tolleranza. Ci sono state gare di corsa al galoppo e salto agli ostacoli.

Un piacere per chi ama scommettere e per chi si appassiona alla competizione. Picnic, tè delle cinque, shopping di accessori e abiti, giornata dedicata alle famiglie e persino un concorso femminile per premiare il cappello più bello. Scopriamo insieme i cappelli e gli abiti che le donne viennesi hanno sfoggiato all’Ascot Vienna

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Moda, in mutande è meglio

La Vienna Fashion Week continua a stupire. Kimono, mutande, tanta ironia. Gli stilisti thailandesi fanno tendenza e portano una ventata di originalità. Trionfano uomini con indosso solo calze a rete e T-shirt, lolite in culotte che ricordano lo stile di Moschino rivisitato in salsa orientale e novelle donne-samurai vestite di nero, bianco o rosso.

Eleganza, senso dell’umorismo, uomini che sfilano disinvolti con grandissime borse, o solo in maglietta. Riuscitissimo l’esperimento austriaco-thailandese di Paul Direk e Pitour, che ha dato vita alla prima collezione uomo-donna che abbia in sé il rigore asburgico e la fantasia targata Bangkok. Il fashion show serale del terzo giorno è stato una piccola tempesta, proprio nel giorno in cui anche una bufera vera si è abbattuta sull’Austria, con minacciosi fronti di nubi nere, violenti acquazzoni e vento che nelle regioni montane ha toccato punte di 120 Km orari e che nella capitale ha soffiato ad oltre 100 Km orari, spazzando via tutto al proprio passaggio. La potenza devastatrice della tempesta “Sebastian”, ogni riferimento al giovane leader dell’ÖVP è puramente casuale, è stata tale che quattro bambini sono rimasti lievemente feriti a Vienna. Il ciclone che tutto ha travolto nel tempio della moda al MuseumsQuartier, invece, è tutto thailandese. Fantasia al potere e molti brand di cui sentiremo di sicuro parlare ancora. Il glamour delle passerelle viennesi non è certo paragonabile a quello di Milano, però ieri i designer thailandesi hanno fatto spettacolo, con eleganza, raffinatezza e tanta ironia. Giocosa, creativa e originalissima la sfilata di LaLaLove.

Un piacere per gli occhi la sinuosità e la sofisticata costruzione sartoriale degli abiti di Black Sugar. La semplicità, il minimalismo e i contrasti del bianco e del nero per ISSI. Fibre naturali, linee essenziali, colori delicati che danno ampio spazio al blu e alle sue mille sfumature per Munzaa. Tra lolite trasgressive e spiritosissime, donne trasformate in sculture giapponesi e uomini in calze a rete, le sfilate sono state un piacere per gli occhi e per la mente. Vediamo il tema delle mutande, declinato in versione maschile e femminileContinua a leggere

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Vienna, a tutta fashion

Vienna è in pieno fermento per la Fashion Week. Il MuseumsQuartier è stato trasformato nella cittadella della moda, affollata di designer, creativi, imprenditori, fotografi, modelle e fashion victim. Tra show-room e mostre, sfilate e party, l’attenzione è tutta puntata sulle nuove tendenze, che arrivano da stilisti di tutto il mondo.

L’apertura è avvenuta in grande stile, con la presenza di Malan Breton, designer di moda americano nato a Taipei, quasi newyorkese di adozione, che vanta tra le proprie clienti nomi illustri come Kylie Minogue, Celine Dion e Linda Evangelista. Breton ha portato il fasto e l’opulenza dei suoi abiti giocati tutti sullo sfavillio dei lustrini, dei ricami preziosi e delle trasparenze, e ha dettato la sua visione della bellezza e dell’eleganza, sempre ispirandosi alla sua Taiwan

Nel turbinio degli show, un ciclo continuo con avvicendamenti di ora in ora, hanno catturato la mia attenzione tre marchi che portano istanze di Paesi diversi, la fantasia e l’eclettismo della romena Smaranda Almasan; l’originale alchimia tra scienza e magia portata avanti da Dominique Raffa e dalla sua etichetta viennese R!; l’innovativo stilista brasiliano Lui Iarocheski, che con un brand di nicchia coniuga creatività, lusso e avanguardia, ridefinendo con la sua collezione i confini della moda maschile. Vediamo insieme elementi e abiti che fanno tendenza, dalla donna in jumpsuit, all’uomo con indosso pantaloni mai visti prima

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Kaiser Kurz nudo

Il futuro Cancelliere austriaco Sebastian Kurz nudo, senza veli, come mamma lo ha fatto. Lo si poteva ammirare così, gratis, senza neppure dover pagare il biglietto. Bastava visitare la mostra d’arte, con tanto di happening dal vivo, al Bank Austria Kunstforum Wien, uno degli spazi espositivi più importanti di Vienna. In uno dei dipinti il leader dell’ÖVP appare ritratto nella sua nudità. L’opera d’arte faceva parte di una performance che si è tenuta alcune settimane fa.

Protagonista, oltre a “Kaiser Kurz”, l’artista concettuale cinese Jiny Lan, che ha dipinto il favorito alla Cancelleria austriaca svestito, quasi in versione figlio dei fiori, novello Adamo in un mondo immobile, cristallizzato nell’istante della sua fine, o della sua rinascita. Un Sebastian Kurz immerso in una polis vuota e misteriosa, che ricorda vagamente un dipinto di Giorgio de Chirico. Vediamolo, il possibile futuro Cancelliere, che secondo tutti i sondaggi sembra destinato a governare l’Austria per i prossimi cinque anni, totalmente nudo, anche in un videoContinua a leggere

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Bill Gates a Vienna

Sabato Bill Gates era a Vienna. In vacanza o per business? Di certo il magnate americano si è trattenuto assieme a una delle sue due figlie lungo il vecchio Danubio, facendo colazione in uno dei locali che si affacciano sulle sponde del fiume. La scelta è caduta sullo Strandcafé an der Alten Donau, ristorante caratteristico della zona, famoso per specialità alla griglia, come le costolette di maiale.

Tavoli e ombrelloni anche a ridosso del fiume. Grandi spazi coperti nel caso il tempo non sia clemente, come questo weekend d’inizio settembre, costellato da continue piogge sparse. Una visita che doveva essere in incognito, tanto che il fondatore del colosso Microsoft indossava un cappellino con visiera per celare, almeno parzialmente, il volto. Nessuno lo aveva riconosciuto, malgrado la presenza di ben quattro guardie del corpo, tenute però a debita distanza. A capire che fosse il multimilionario americano è stato il cameriere che lo ha servito.

Dopo aver scoperto l’identità dell’apparentemente anonimo uomo con berretto, ha immediatamente sparso la voce tra i colleghi. Così è iniziata anche la caccia al selfie. Scopriamo insieme particolari e curiosità della manciata di ore che Bill Gates ha trascorso allo Strandcafé: dal tavolo scelto, al menù degustato, fino al modo in cui ha pagato il contoContinua a leggere

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