Il verde Pilz, ribelle o molestatore?

Lo scandalo delle molestie sessuali si allarga a macchia d’olio. Dopo Stati Uniti, Inghilterra, Francia, coinvolge anche l’Austria. A cadere è la testa di Peter Pilz, fondatore della Liste Pilz ed ex leader dei Verdi, il ribelle artefice della scissione dei Grünen. Peter Piilz prima annuncia le sue dimissioni, poi ci ripensa e si riserva di decidere nelle prossime 48 ore se rinunciare o meno al suo seggio in Parlamento. Tutto inizia con le accuse di abusi sessuali che gli muove un’esponente del Partito Popolare europeo, pubblicate dal settimanale Falter. L’episodio è accaduto nel corso del Forum europeo Alpbach, nel 2013. La giovane donna racconta di un Pilz visibilmente alticcio, che le mise le mani dappertutto, finché altri due partecipanti non lo trascinarono via, consentendole di divincolarsi. “Le accuse sono gravissime e le prendo molto seriamente -ha inizialmente dichiarato Peter Pilz contestualmente all’annuncio delle sue dimissioni- Ho sempre combattuto perché venissero applicati standard rigidi, adesso questi criteri devono essere applicati anche a me”.

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Il racconto della giovane dell’ÖVP europeo è molto dettagliato. Dice di essere stata colta di sorpresa. “Prima mi ha afferrato un braccio, poi con l’altra mano mi ha toccato il collo, il seno e infine i glutei. Il suo viso era così vicino e tutto è avvenuto così in fretta”. La descrizione di quei momenti si arricchisce di nuovi inquietanti particolari: “Non potevo muovermi, non riuscivo a respirare, non riuscivo a divincolarmi, anche perché mai mi sarei aspettata di essere toccata con così tanta aggressività ad una convention politica”. Pur non ricordando il fatto, in presenza di testimoni, Pilz non ha potuto che chiedere scusa e fare un passo indietro dalla politica, anche per potersi difendere, annunciando di voler intentare azioni legali. Ma è qui che la vicenda si complica. Se nel weekend Pilz dice di voler rimettere il suo mandato e di rinunciare al suo seggio, inspiegabilmente, stamattina cambia idea. Nei giorni scorsi Pilz sembrava aver fatto timide ammissioni, asserendo di aver forse equivocato e usato maniere inappropriate, pur negando decisamente qualsiasi molestia sessuale. Oggi, però, sostiene di essere oggetto di un attacco politico e di non essere più così sicuro di voler abbandonare il seggio nel Consiglio Nazionale. Parteciperà quindi all’insediamento del nuovo Parlamento in programma giovedì prossimo? Unica certezza: continuerà a sostenere il suo partito, Liste Pilz, una lista che porta il suo nome e che è nata in seguito alla scissione dai Grünen. Intende continuare a dare il suo appoggio, anche se dall’esterno, in questa delicata fase di transizione per il suo partito. La Liste Pilz ha infatti guadagnato 4 seggi alle elezioni dello scorso 15 ottobre, mentre i Verdi non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento del 4%. Ma quelle della giovane dei Popolari europei, non sarebbero le uniche accuse di molestie sessuali per Peter Pilz. Scopriamo quali altri abusi vengono attribuiti all’ex leader dei GrünenContinua a leggere

Vittoria per un soffio

L’entusiasmo è alle stelle tra i sostenitori di Alexander Van der Bellen. Si sono dati appuntamento per festeggiare in modo spontaneo al MuseumsQuartier, il cuore pulsante della cultura viennese, un polo museale dove coesistono capolavori del passato e arte contemporanea. La festa dopo una rimonta che ha il sapore del miracolo. Alexander Van der Bellen ce l’ha fatta, è il Presidente della Repubblica austriaca. Una vittoria sul filo di lana: 50,3 a 49,7. Il candidato ecologista vince per una manciata di voti, appena 31.000. Determinanti le preferenze degli elettori giunte per posta. Un testa a testa che ha tenuto tutto il Paese con il fiato sospeso per 24 ore. Tanto c’è voluto per conoscere il risultato delle elezioni. Tanto ha richiesto lo spoglio di quei 885.437 voti, pari al 14%, che hanno fatto la differenza. Secondo il Ministero dell’Interno di questi voti, dopo scorpori e esclusione di schede nulle, ne sono rimasti validi 746.710. Il 61,7 è andato a Van der Bellen, il 38,3 a Hofer. L’acclamazione il lunedì pomeriggio.

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Come si è avuta la certezza di quel risultato è iniziata la festa, quella che non si era potuta celebrare la sera prima. In anticipo sull’ufficializzazione del verdetto delle urne da parte del Ministero dell’Interno, Norbert Hofer, il candidato dell’FPÖ, che fino al mattino sembrava essere in vantaggio, si congratula con l’avversario e gli rende il merito della vittoria.  Continua a leggere